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IL COSTO DELLA POLITICA E LA CRISI DEI PARTITI
Il finanziamento pubblico dei partiti è in questi giorni argomento di grandi discussioni a seguito di fatti di cronaca che stanno scoperchiando un sistema che sembra endemicamente corrotto. Non solo i tesorieri di grandi partiti sono coinvolti in inchieste, ma la Corte dei Conti ha evidenziato come i rimborsi siano anche quattro volte superiori alle spese elettorali effettive. Se da un lato la società civile s'indigna per queste vicende chiedendo che spariscano i contributi pubblici, dall'altro va anche considerato che un finanziamento esclusivamente privato garantirebbe enormi vantaggi ai partiti con l'elettorato più abbiente, consegnando la politica al potere economico ancora più di quanto accada ora. Trovare una soluzione equilibrata alla questione non è quindi facile, ma crediamo che il problema sia soprattutto la lealtà dei partiti alla funzione che gli ha conferito la Costituzione. Su questo, la fiducia degli italiani è molto vicina allo zero, per cui l’urgenza è di regolare i partiti, ancora più della loro gestione finanziaria. È almeno dalla metà degli anni ’70 che i partiti italiani sono il principale problema della democrazia italiana La deriva personalistica e ancor più la perversione finanziaria sono solo conseguenze patologiche di una più generale e ben altrimenti grave disfunzionalità, cui ci si ostina a non voler mettere mano. Pensare di affrontare questa questione nodale abborracciando qualche norma sul controllo della finanza dei partiti è come pretendere di curare il cancro con l’aspirina.
Tu@Saronno
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A GERENZANO GLI ONORI, A SARONNO GLI ONERI
Il Comune di Saronno ha deciso di ricorrere al Capo dello Stato per bloccare l’insediamento di un nuovo grande centro commerciale nell’ultima area rimasta libera accanto al supermercato del Santino. Responsabile di questa pazzesca decisione è il Comune di Gerenzano che ha approvato l’intervento senza valutare con Saronno la compatibilità del nuovo centro sotto il profilo ambientale e viabilistico. E’ la solita storia che vede come unico obiettivo l’immediata valorizzazione a vantaggio del privato, senza un minimo di riflessione sugli effetti disastrosi per il traffico e in genere sulla qualità ambientale. Un altro esempio dell’assurdità di una legislazione che si mette a posto la coscienza quando parla di cooperazione fra i comuni per la programmazione territoriale, ma non riesce a sganciare i progetti dai confini comunali. La pianificazione intercomunale è un modo di lavoro che nessuno osserva: è troppo faticoso e non è elettoralmente appagante cercare intese politiche e istituzionali necessarie per superare l’egoismo localistico del singolo comune. Così, con il nuovo grande centro commerciale, Gerenzano incassa oneri di urbanizzazione e l’IMU e Saronno si tiene i fastidi del traffico e dell’inquinamento. Ma quando i politici che noi abbiamo eletto attueranno la Città metropolitana come prevede l’art. 117 della Costituzione? E’ così difficile realizzare un sistema di governo che sia in grado di far cooperare tra loro gli enti pubblici e far condividere gli strumenti per la pianificazione del territorio? Lo sanno che questo permetterebbe anche di ottenere finanziamenti comunitari e di farla finita una buona volta con i vecchi confini amministrativi?
Tu@Saronno
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IMMIGRATI. UNA NOTIZIA BUONA E UNA CATTIVA
La notizia buona è che il governo Monti ha abrogato l’obbligo di pagare il 2% per i trasferimenti di denaro all’estero. Una legge odiosa perché colpiva solo le rimesse degli stranieri privi di permesso di soggiorno, La cattiva è che la Regione, ad imitazione di Rudolph Giuliani, ha chiamato Harlem una legge che dovrebbe garantire l’ordine, la sicurezza e l’igiene pubblica nelle attività imprenditoriali degli stranieri. In realtà è un festival della genericità, contraddittorietà e ambiguità. Le singole norme sono contrabbandate come ossequio a una direttiva europea a favore della concorrenza, ma per uno straniero aprire un’attività di commercio al dettaglio significa infilarsi in un labirinto in cui a perdersi saranno per primi gli stessi responsabili della funzione pubblica. Facile immaginare che non sarà applicata, altrettanto facile pensare che sarà un micidiale arnese repressivo se maneggiato da qualche sindaco razzista. Nessuno ignora che il fenomeno migratorio comporta problemi di compatibilità fra diversi costumi e tradizioni, ma è anche vero che le attività etniche incontrano sempre di più i gusti e le tasche degli italiani, per l’economicità e la flessibilità degli orari. In definitiva creano ricchezza che non dovremmo schifare, soprattutto in un Paese in cui gli imprenditori italiani diminuiscono e gli stranieri crescono del 140% in 10 anni. La legge Harlem parla alla “pancia” dei cittadini e esaurisce i suoi effetti nell’annuncio, come sempre capita quando si tratta di fare una legge che vuole la Lega. Governare il fenomeno migratorio è qualcosa di più serio che rendere difficile la vita ai venditori di kebab.
Tu@Saronno
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ACQUA, UN CONSIGLIO COMUNALE DA RICORDARE
Il Consiglio Comunale aperto sull'acqua, tenutosi lunedì 12 marzo, è stato una grande esperienza di partecipazione che Tu@Saronno desidera citare come un esempio ampiamente positivo. È grazie a occasioni come questa, dove si lascia la possibilità ai cittadini d'intervenire nel dibattito pubblico, prendendo la parola e portando le proprie osservazioni, che si contribuisce a dare alla politica un volto diverso da quello di "casta" costantemente impegnata a tutelare interessi diversi da quelli della collettività. La forte partecipazione, con una sala Vanelli piena, ha dimostrato come i saronnesi non solo siano sensibili al tema dell'acqua, ma anche come abbiano un forte desiderio di essere chiamati in causa di fronte alle questioni importanti. Abbiamo molto apprezzato, quindi, che il Sindaco abbia voluto concludere l'assemblea esprimendo la volontà di approvare quanto emerso dal dibattito in merito al tema dell'acqua nel primo consiglio comunale disponibile, e ci auguriamo che in futuro iniziative simili si possano ripetere sui tanti temi cruciali che riguardano la nostra città.
Anche per il trasporto pubblico l’incubo dei confini provinciali
Una riflessione sul trasporto pubblico urbano. I mezzi che vediamo girare a Saronno percorrono 276 mila Km all’anno, al prezzo di tre euro al km. Dopo il fallimento della Restelli, il servizio è affidato alla STIE di Lodi, in attesa del nuovo gestore che sarà scelto con gara d’asta entro il 30 aprile. Ma dal Progetto di legge regionale in discussione da ben due legislature avanza di nuovo l’incubo di un regolamento su base provinciale. Gli effetti per Saronno sarebbero disastrosi per due motivi uguali ed opposti: per le zone di nuova urbanizzazione lontane dalle reti esistenti di comuni sparsi sul territorio di quattro province, e per l’alta concentrazione delle funzioni in una città che è anche centro di smistamento nodale per ferrovia. Domandiamoci come sarà possibile in questo modo dare un disegno unitario ed efficace ai diversi segmenti dell’offerta (treno, bus extraurbano, bus urbano), tanto più in una prospettiva di forte riduzione delle risorse finanziarie. E’ così stravagante chiedere che le politiche per la mobilità siano affidate ad un coordinamento tra gli attori del trasporto pubblico e della gestione urbana, per zone omogenee, ad evitare di ripetere gli errori del passato? Perché le infrastrutture e i servizi della mobilità devono sempre inseguire l’urbanizzazione?
Tu@Saronno
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12 MARZO 2012, ORE 20,30: CONSIGLIO COMUNALE APERTO su GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
[clicca QUI per scaricare il volantino]
LUNEDI’ 12 MARZO 2012 ALLE ORE 20,30
presso la Sala Consiliare Vanelli, Piazza Santuario n. 7, SARONNO
CONSIGLIO COMUNALE APERTO
(con la possibilità per tutti i cittadini di esprimere la propria opinione)
sul tema della GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Grazie alla mobilitazione del “Comitato saronnese per l’acqua bene comune” e alla partecipazione di 311 cittadini che hanno firmato la nostra richiesta, finalmente si potrà discutere ed esprimere pareri sulla questione dell’acqua nell’ambito saronnese dopo il referendum del 12 e 13 giugno.
Il giudizio di 27milioni di italiani non lascia dubbi: l’acqua è un bene comune che deve essere gestito fuori dalle logiche del profitto e del mercato.
Ma da allora cosa è successo? Perché non se ne è più parlato? Purtroppo dal Governo alla Regione e alla Provincia hanno cercato di raggirare la volontà popolare (nel silenzio dei nostri Comuni) e ripristinare tutto come prima…è ora che i cittadini si facciano sentire!
Diciamo no alle Società per Azioni (anche “pubbliche”) perché solo una gestione attraverso enti di diritto pubblico, come le Aziende speciali e i Consorzi, potrà garantire:
1. la tutela del bene acqua dagli interessi delle multinazionali
2. una tariffa giusta e non “appesantita” dai profitti dei gestore
3. la diminuzione degli sprechi e la conservazione delle reti idriche
4. la tutela dell’acqua per le generazioni future
5. la partecipazione democratica e il controllo dei cittadini
Non basta votare, bisogna anche partecipare…
…perché si scrive acqua ma si legge democrazia!
Ci riuniamo ogni mercoledì sera alle h. 21 presso la Casa del Partigiano (via Maestri del Lavoro,Saronno - sopra la CGIL)
e-mail
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sul blog http://blog.libero.it/ACQUASARONNESE/ su FB referendum acqua saronno
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