LURA: L’ARRIVO IMMINENTE DEI MESI PIÙ PIOVOSI RICHIEDE INTERVENTI PRECISI E URGENTI

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Morena Bosaia

Morena Bosaia

Membro della Commissione Mista per la Politica della Casa per Tu@Saronno - Mi occupo anche di riuso, rifiuti, energia e tutela ambientale.

lura-in-piena-1La serata dell’8 ottobre organizzata da Ambiente Saronno “Lura: dalla secca al rischio di esondazione” è stata utile, interessante e notevolmente partecipata, a testimonianza della grande attenzione che i saronnesi pongono verso questo tema. Tu@Saronno se ne sta occupando sin dall’estate ed è fortemente impegnata per fare chiarezza e trovare soluzioni praticabili con gli strumenti operativi istituzionali di cui può avvalersi.

Nel corso dell’incontro, interventi importanti come quelli di Francesco Brunetti di Ambiente Onlus, del presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine e del direttore del Parco Lura, Francesco Occhiuto, hanno testimoniato un quadro di acclarata pericolosità. Una pericolosità che negli anni passati non esisteva in questi termini e che sarebbe stato utile e possibile approfondire grazie alla presenza di altri due soggetti invitati ma inspiegabilmente assenti: Pedemontana e l’Osservatorio Ambientale, quest’ultimo istituito proprio per vigilare su problematiche di questo tipo.

Di fronte all’emergenza di un rischio esondazione concreto, che abbiamo ampiamente documentato sul nostro sito www.tuasaronno.it, crediamo che siano necessari interventi energici. A partire dai ponti sul Lura presenti sul nostro territorio, che devono essere urgentemente dragati come emerso anche dalla relazione sulla laminazione fatta da Pedemontana stessa. Inoltre, andrebbero fatte tutte le possibili pressioni affinché Pedemontana costruisca al più presto l’indispensabile vasca di laminazione di sua competenza, preposta al raccoglimento delle acque che altrimenti inonderebbero l’autostrada, e irresponsabilmente prorogata di 5+5 anni.

La presenza all’incontro dell’Assessore all’Ambiente Giampietro Guaglianone testimonia l’interesse da parte dell’Amministrazione, ma sarebbe opportuno avere una sua dichiarazione pubblica che dica chiaramente come intenda procedere, visto l’interesse dei saronnesi sulla questione e l’accertato pericolo. Noi siamo soddisfatti di aver ottenuto da Paolo Boccolo,della Direzione Generale del Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo della Regione Lombardia, la promessa di una verifica da parte dei tecnici competenti dei lavori svolti da Pedemontana.

Ma non basta. Il rischio c’è ed è reale: Saronno deve essere pronta e difesa nonostante il manifesto disinteresse di alcuni soggetti coinvolti.


Di seguito un approfondito rendiconto della serata con ulteriori commenti

Giovedì 8 ottobre si è svolto con successo l’interessante incontro sulla situazione problematica del Lura “Dalla secca al rischio di esondazione” organizzata da Ambiente Saronno Onlus. Sono intervenuti oltre duecento persone a comprova dell’interesse che il tema riveste per i cittadini. Dalle relazioni dell’Ingegner Francesco Brunetti di Ambiente Saronno Onlus e del Presidente di Legambiente Lombardia Damiano di Simine. Purtroppo sono risultati assenti, benché invitati, i rappresentanti di Pedemontana e dell’Osservatorio Ambientale di Pedemontata istituito appositamente per vigilare in merito a queste problematiche.

Di seguito quello che è emerso nel corso della serata.

Rischio esondazione

Il primo relatore, Ingegner Francesco Brunetti, ha esposto diversi dati e grafici per inquadrare la problematica. Per brevità ricordiamo il principale ovvero che le opere connesse con Pedemontana, così come previste attualmente, comportano un rischio teorico di esondazione in caso di forti e prolungate precipitazioni come, peraltro, si è già verificato due volte l’anno scorso. Alla portata propria del Lura (in piena circa 39 mc/sec), si è aggiunta infatti quella della gronda, ovvero del canale artificiale che, posto a protezione dell’autostrada stessa per prevenirne l’allagamento raccoglie le acque di un’area di circa 10 kmq. Un canale che, pur essendo “laminato” (ovvero predisposto alla decantazione delle acque in eccesso) dai documenti presentati da Pedemontana è insufficiente per gestire le acque previste e non efficace al massimo della sua potenzialità in mancanza d’importanti lavori di dragaggio dei ponti.

Il canale di gronda sopracitato è stato necessario in quanto l’autostrada è stata sviluppato in trincea. Di Simine, Presidente Legambiente Lombardia, ha sottolineato l’assurdità di questa scelta: costruire in trincea ha alterato il defluire naturale delle acque che non appartengono più al bacino idrogeologico proprio, ma sono ora forzatamente convogliate tutte nel torrente Lura. Questo comporta che il torrente in caso di piena si troverà a smaltire sino a 73 mc/sec ovvero quasi due volte quanto era in precedenza il massimo carico dell’alveo (La portata che può transitare in sicurezza a Saronno è poco più di 20 mc/sec).

Si aggiunga che le 3 vasche di laminazione (*) previste dal progetto originario per ridurre i rischi di esondazione non sono state sinora realizzate: per due di esse, a opera del Consorzio Parco Lura e a monte di Pedemontana, i lavori dovrebbero iniziare a novembre (ma in inverno si farà poco) e serviranno due anni per entrare in funzione. Per la terza, a carico di Pedemontana e assolutamente essenziale, visto che sarà quella deputata a raccogliere le sue acque, non sono ancora previsti i tempi di realizzazione, tanto che una apposita convenzione tra Regione, Pedemontana e Consorzio Parco Lura ha previsto una deroga di 5+5 anni per la loro realizzazione. Per il momento è stato previsto solo il canale di gronda, che dovrebbe parzialmente trattenere l’acqua ma che non sarà in grado di farlo oltre un certo livello di piovosità. Peraltro è prevista la demolizione di questo canale nel momento in cui saranno pronte le vasche di laminazione, con evidente spreco di fondi pubblici per la sua costruzione, successiva demolizione seguita poi dal nuovo canale di gronda che non convoglierà le acque direttamente al Lura, ma alla vasca preposta.

Per cercare di fronteggiare l’aumentato rischio di esondazione si rende pertanto necessario predisporre piani di evacuazione e formazione dei cittadini da parte della Protezione Civile, come ha sottolineato Paolo Boccolo della Direzione Generale del Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo della Regione Lombardia. Nessuno degli intervenuti ha contestato i dati esposti né si può dire che ci siano state tesi contrapposte o scontri dialettici. La conclusione che il rischio di esondazione è reale e aumentato considerevolmente rispetto al passato.

Rischio secche

Il Lura dovrebbe avere un regime torrentizio naturale, se non fosse che gran parte delle sue sorgenti si è ormai ridotta ai minimi termini a seguito del consumo di suolo, che non permette alla falda di alimentarsi come in passato. Pertanto oggi risulta prevalentemente alimentato dalle acque dei depuratori di Bulgarograsso e Livescia. Si sono verificate in passato delle secche soprattutto nel mese di agosto, ma mai per un periodo così esteso come quest’anno con una pressoché continua mancanza d’acqua: la secca è infatti iniziata a giugno e sta proseguendo anche in ottobre. Dopo un temporale l’acqua ritorna per pochi giorni, per poi scomparire di nuovo. La siccità di quest’estate ha interessato diversi fiumi lombardi, come ha ricordato Paolo Boccolo, che si è detto ovviamente dispiaciuto della secca e conseguente moria dei pesci ma, dati alla mano, il Presidente di Legambiente Lombardia ha mostrato che la piovosità non è stata molto sotto la media nell’area del bacino del Lura, suscitando legittime perplessità in merito alle cause naturali di queste secche prolungate. Interventi del pubblico hanno rimarcato che questa situazione di secca prolungata non si era mai vista a memoria d’uomo e che il lavori della Pedemontana che hanno interessato il torrente per una lunghezza di circa 200 metri hanno alterato e compromesso la permeabilità dell’alveo in quel tratto contribuendo notevolmente a ridurne la portata. Solo una verifica in sito da parte dei tecnici competenti della Regione può confermare con dati ufficiali e quindi con certezza quanto i lavori di Pedemontana abbiano influito sul percorso del Lura. Incalzato da Franco Casali, consigliere comunale di Tu@Saronno, Paolo Boccolo ha preso nota e confermato che la cosa si può fare.

Considerazioni

Sin qui una breve relazione sulla interessante e molto partecipata serata organizzata da Ambiente Saronno Onlus, Circolo Legambiente. Tu@Saronno, che ha seguito e commentato da inizio estate le vicende tormentate del nostro torrente esprime viva preoccupazione sia per l’aumento considerevole del rischio di esondazione, che per le sue secche prolungate. Chiediamo all’Amministrazione del Comune di Saronno di continuare l’importante e documentato lavoro iniziato da Ambiente Saronno: occorre ora coinvolgere attivamente le amministrazioni comunali interessate dal percorso del Lura e le autorità preposte perché i temi e le preoccupazioni evidenziate in questa serata trovino una soluzione.

Saronno è la città più grande che il Lura attraversa, e con Caronno Pertusella, è quella che più è interessata dalle problematiche di esondazione e secca del torrente Lura. Inoltre, tenendo conto del fatto che in caso di piena, il corso d’acqua trascina con sé numerosi detriti, sarà opportuno che venga richiesto agli organi competenti un intervento nell’alveo in corrispondenza di alcuni punti che potrebbero diventare pericolose strozzature, con conseguente aumento del rischio di esondazione. Più precisamente in corrispondenza del ponte di via Montoli, del tratto coperto tra via Bellavita e via Tommaseo e del ponte ferroviario in prossimità di via F. Reina. Peraltro sarebbe auspicabile che nella realizzazione di tali lavori non vengano costruiti gradoni che non permetterebbero la risalita a monte dei pesci in caso di secche prolungate. Purtroppo tale metodologia di lavoro è già stata attuata in vari punti del percorso saronnese del torrente e sarebbe pertanto opportuna da parte dell’Amministrazione una consistente richiesta formale a Parco Lura affinché eseguisse sul tracciato i lavori necessari alla rimozione di tali barriere.

Sottolineiamo anche da parte nostra che non è accettabile che la progettazione e costruzione di un’opera viaria possano alterare in questo modo il quadro idrogeologico di un vasto territorio, oltre ad averlo compromesso gravemente dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Ricordiamo infatti la devastazione dell’importante Bosco della Moronera, l’attraversamento e cementificazione di un’importante area del Parco del Lura e delle tante aree agricole e verdi che la Pedemontana e relativi svincoli stradali comportano. A noi non piacciono le cosiddette Grandi Opere che di grande hanno solo il costo che comportano per la collettività, in termini economici, di devastazione di un territorio già molto compromesso, nonché dell’incremento del rischio di corruzione. A noi piacciano le opere piccole e diffuse che riguardano la riqualificazione di aree forestali e agricole, la difesa del territorio, la mobilità alternativa all’automobile, e in genere tutto quanto concerne la sostenibilità ambientale perché tutti noi, i nostri figli e nipoti possiamo vivere meglio godendo dell’ambiente, anziché degradarlo e sfruttarlo.

Per questo chiediamo che, per il Lura, l’Amministrazione faccia tutto quanto è necessario e possibile fare, certi che i cittadini continueranno a essere interessati e attenti come accaduto sinora. Noi continueremo a raccogliere materiale e informazioni, pur con le difficoltà di reperimento del caso (per esempio, non è ancora stato possibile entrare in possesso di un documento ufficiale che stabilisca la portata del Lura a monte e a valle di Pedemontana).

(*) vasche di grande dimensione in terra battuta impermeabilizzata che raccolgono le acque di piena del torrente lungo il suo percorso

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