LA GIUNTA PENSA ALLE AUTO MA I SARONNESI, FORSE, VOGLIONO ALTRO

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Ale Galli

Ale Galli

Responsabile comunicazione Tu@Saronno
Membro Commissione Sicurezza per Tu@Saronno. Mi occupo anche di mobilità sostenibile e partecipazione, ambiti che vorrei la politica prendesse maggiormente sul serio.
investimento

Il luogo dell’incidente in via I maggio – ©ilsaronno

Sono giornate di notizie febbrili per quanto riguarda la mobilità saronnese. Dopo il plebiscito online contro la reintroduzione del traffico in piazza De Gasperi, altre tre notizie creano dibattito in città sollevando temi importanti come l’incentivo all’uso di mezzi a impatto zero, la vivibilità, la sicurezza.

Sono infatti molto chiare le dichiarazioni del sindaco Alessandro Fagioli e dell’assessore ai Lavori Pubblici Dario Lonardoni: la ciclabile prevista in via Pellico, che avrebbe sottratto 13 posti auto, non si farà. Si privilegiano quindi i parcheggi, “costringendo” tutti coloro che volessero venire in bici dalla Cassina Ferrara attraverso via Don Marzorati a procedere contromano (cosa illegale) o sul marciapiede (cosa che crea problemi con i pedoni). “Costruitele ed essi verranno”, dicono gli olandesi parlando di ciclabili: qui non verranno. Ovviamente i parcheggi per l’ospedale servono, ma serve anche agevolare chi, per esempio, vuole usufruire dei servizi e visitare i propri malati utilizzando la bicicletta.

Intanto i commercianti di via Caduti Liberazione lanciano un appello al Sindaco: toglieteci qualche auto dalla strada, rendetela a senso unico, metteteci dei parcheggi e allargate i marciapiedi. Aggiungiamoci anche una ciclabile, diciamo noi, perché è scienza (e non un’opinione) che le biciclette rilancino il commercio di vicinato. O qualcuno crede che si possa bere un caffè, comprare una pizza o un vestito solo se ci si muove in auto?

Infine – ed è l’aspetto più drammatico – proprio ieri un’anziana è stata investita da un motociclista sulle strisce in via I maggio, dove già in passato c’è stato un incidente mortale. È una via a 30 km/h, ma basta fermarsi a osservare chi ci passa per vedere che, senza traffico, il limite non viene rispettato e chi può sfreccia ben oltre i 50 all’ora.

Alla signora e al suo investitore auguriamo una pronta guarigione, ma intanto le persone si fanno male, si feriscono e nei casi peggiori muoiono. Cinque volte nel saronnese, negli ultimi anni. Parliamo tanto di sicurezza, a Saronno, ma sembra che i morti e i feriti della strada non siano poi così importanti. Almeno fino a quando non capita a qualcuno a cui si vuole bene.

Quando inizieremo a pensare a città fatte per le persone, e non per le auto, inizieremo a renderci conto di quanto più bella, sicura, prospera e vitale possa essere la nostra Saronno.

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