PROFUGHI A SARONNO: L’ESEMPIO DI MILANO E LA SOLITUDINE DELLA LEGA

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La "rivolta" dei profughi a Tradate lo scorso anno, per cui l'assessore regionale Biranza ha richiesto l'intervento dell'esercito. Giudicate voi.

La “rivolta” dei profughi a Tradate lo scorso anno, per cui l’assessore regionale Biranza ha richiesto l’intervento dell’esercito. Giudicate voi.

Mentre il sindaco Alessandro Fagioli lancia strali sul prevosto don Armando Cattaneo in merito all’accoglienza di nove (9) profughi nella canonica della Prepositurale, a Milano 79 sindaci dell’hinterland milanese hanno firmato con Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Minniti un protocollo condiviso per l’accoglienza diffusa di migliaia di migranti sul territorio. Assenti, polemicamente, i sindaci della Lega.

È l’evidenza di un solco sempre più profondo nella nostra Italia, che vede da una parte una grossa fetta di attivismo civile, i centristi e la sinistra e dall’altra la Lega, parte dei 5 Stelle e tutta la destra che va da Fratelli d’Italia fino a CasaPound e oltre.

Le secchiate di benzina tirate da Di Maio sulle ONG e il vergognoso scandalo del centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto diventano le pallottole da sparare per chi, come a Roata Canale in provincia di Cuneo, ha scritto al parroco “noi i negri non li vogliamo!”, facendolo desistere.

Beh, Don Armando Cattaneo non si è arreso. E ha fatto bene. Saronno non è solo il chiassoso ricettacolo di intolleranza, odio e razzismo che leggiamo in Rete in questi giorni. È soprattutto una città che sa dare molto al prossimo, spesso in silenzio, con l’associazionismo e il volontariato. Agli italiani ma non solo agli italiani.

In questi tempi durissimi, dove il malaffare è entrato anche negli enti preposti all’accoglienza e dove le tensioni sociali sono gravissime, non possiamo accettare che i comportamenti sbagliati di pochi minino la virtù dei molti che si sono presi in carico – anche come professione, certo – la gestione di questa emergenza umanitaria. Questo è un dovere non solo morale, ma anche sancito dagli accordi internazionali e dalla nostra Costituzione (art. 10).

Spiace leggere di questa grande frattura tra Amministrazione e Chiesa nella nostra città – primo caso nella storia, e pare proprio essere insanabile – ma ci sembra l’inevitabile conseguenza dell’atteggiamento cieco e intransigente che la Lega ha voluto mantenere fin da subito, da sola, sulla questione. Si tratta quindi di fare una scelta di campo. Facile per noi. Più difficile per chi, come Saronno Al Centro, si è posta come riferimento per l’elettorato cattolico e si trova ora da dover sostenere la maggioranza anche su questo tema.

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