A noi piace la sanità pubblica

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Franco Casali

Franco Casali

Consigliere Comunale per Tu@Saronno
Consigliere Comunale per Tu@Saronno - Membro delle commissioni Bilancio e Patrimonio, Affari Generali e Servizi Sociali, Urbanistica, Trasparenza.

La Giunta regionale Maroni ha continuato, e se possibile peggiorato, quanto aveva fatto Formigoni in tema di sanità pubblica. Gli ospedali pubblici si svuotano di competenze, personale e attrezzature. Chi se ne va spesso non è sostituito, dirigenti sanitari inclusi: ci sono a volte, come per l’ospedale di Saronno, reggenti pro-tempore. Le liste di attesa per operazioni, esami e controlli medici si allungano a dismisura. E che dire dei medici di base: ce ne sono sempre meno e con sempre più pazienti da assistere. I medici che vanno in pensione non sono sostituiti. La ASL chiede ai medici di base rimasti di salire dai 1500 mutuati, che sono già tanti, ai 1800 (ovvero 300 in deroga), e magari di arrivare in un prossimo futuro sino a 2500. Non ci sarà così più tempo non solo per le visite, ma neanche per le semplici ricette. Nel saronnese da Marzo ci saranno 7500 pazienti senza medico di base, in quanto chi va in pensione o è deceduto non sarà rimpiazzato da un nuovo medico. Perché non sostenere con forza un efficiente “tutoraggio” (affiancamento dei neolaureati ai medici di base), affinché questi giovani possano fare il necessario tirocinio, acquisire competenze ed entrare così nelle graduatorie? Non serve sottolineare che questa sarebbe anche un’opportunità di lavoro per tanti giovani che dopo la laurea ancora non hanno trovato uno sbocco professionale adeguato. Occorre anche ragionare con quali strumenti sia possibile aumentare il numero dei laureati in medicina che sembrano non coprire adeguatamente il fabbisogno (il numero chiuso ha senso?).

L’Ospedale di Saronno perde competenze sanitarie e attrezzature tra l’indifferenza generale, sindaco Fagioli in testa. Bisogna invece lavorare per mantenere integra la struttura dei Presidi ospedalieri di I livello – bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti – che per la nostra ASST Valle Olona, sono rappresentati da Gallarate e Saronno. In questi Ospedali si curano le acuzie, e i pazienti, necessitando spesso di proseguire poi le cure e/o gli interventi in strutture ancor più specializzate, contribuiscono in maniera notevole al funzionamento dei Presidi ospedalieri di II livello – bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti – nel nostro caso l’Ospedale di Busto Arsizio. Quest’ultimo è una struttura ospedaliera più complessa, altamente specializzata e dotata di macchinari e personale particolarmente qualificato.

Noi crediamo che i Presidi Ospedalieri di I livello (Gallarate e Saronno) e di II livello (Busto Arsizio) vadano salvaguardati e se possibile migliorati, dotandoli del personale e delle attrezzature necessarie, qualora le une o le altre siano insufficienti. Se l’Ospedale di Saronno venisse svuotato e ridotto a livello di presidio ospedaliero di base, anche Busto Arsizio perderebbe di importanza per il ridotto bacino di utenza. I pazienti del saronnese si dovrebbero allora recare per le loro cure più importanti negli ospedali del comasco, milanese o brianza, con tutte le problematiche organizzative e familiari che ne derivano.

Tra le eccellenze del nostro Ospedale, ricordiamo oncologia (cura dei cancri al colon e pancreas), urologia, cardiologia, terapia intensiva, ortopedia e riabilitazione. Non servono molti soldi per dotare ad esempio quest’ultima unità – dove operano persone competenti e dedicate – di spazi e attrezzature adeguate, quali ad esempio una moderna palestra. La domanda di riabilitazione è in continua crescita: oltre alle attività di ortopedia e riabilitazione che si rendono necessarie per i numerosi incidenti stradali, sportivi e domestici, la popolazione invecchia. Sosteniamo con forza il nostro ospedale che nel saronnese serve un bacino di circa 200.000 persone.

La sanità deve essere soprattutto pubblica, ben organizzata, sostenuta e finanziata, alla portata di tutti e di tutte le tasche. Il focus della Regione Lombardia va riportato su ospedali, presidi sanitari pubblici e sui medici di base, non sugli operatori privati!

#piùsanitàpubblica

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