LA SOTTILE LINEA VERDE

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Tu@Saronno

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Lista civica saronnese
I nostri valori guida sono l’impegno civico, la competenza, l’onestà, l’etica, la valorizzazione delle risorse amministrative e umane, la tutela del patrimonio ambientale, culturale e artistico, l’attenzione alle fasce più deboli in tutte le situazioni. Tu@Saronno crede nelle partecipazione attiva dei cittadini alla politica, nell’eccellenza della Pubblica Amministrazione, in una città che deve essere sicura e amica dei cittadini.

Mercoledì scorso, il Consiglio Comunale di Saronno non ha approvato il progetto presentato per l’area ex-Parma di via Marconi. Le ragioni – in estrema sintesi – sono da ricercare nel fatto che stiamo immaginando una città diversa da quella che abbiamo oggi: quella cioè che tanti saronnesi, con il chiarissimo voto di ottobre, ci hanno chiesto di costruire. Un compito che non possiamo certamente pensare di portare a compimento da soli – né come Amministrazione né tantomeno come Tu@Saronno – ma che ha bisogno di almeno tre attori principali.

Il primo è la classe dirigente della nostra città, sia di maggioranza che di opposizione. Per quanto riguarda la prima, siamo veramente molto felici di constatare come le idee e la visione di città che sosteniamo dal 2008 – anno in cui Tu@Saronno è nata – siano oggi ampiamente condivise da tutte le forze con cui stiamo affrontando questa esperienza amministrativa. Quello che ieri veniva magari considerato azzardato, talvolta inopportuno e forse anche un po’ estremista, oggi rappresenta un valore condiviso e diffuso. Questo ci dà forza e speranza per poter iniziare, in questo quinquennio, quella “rigenerazione urbana” – che diventa poi anche sociale e di mobilità – di cui la nostra città ha estremo bisogno per migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini e per tornare a essere vitale e attrattiva. È un segno tangibile dei tempi che cambiano e, non a caso, il programma elettorale di Augusto Airoldi punta molto su questi temi. L’auspicio è che anche i colleghi dell’opposizione possano seguirci su questa strada, in modo che Saronno possa lasciarsi alle spalle visioni vecchie ormai di quarant’anni che non trovano più alcun posto in nessuna delle scuole di urbanistica d’Europa.

Il secondo attore sono gli operatori immobiliari che vedono Saronno come un’opportunità. Quello che ci sentiamo di dire è che il nostro non sarà mai un atteggiamento da “no a tutto”, come inevitabilmente qualcuno cercherà di etichettarlo. Sarà invece un atteggiamento collaborativo e di confronto con gli attuatori, con in mente l’unico obiettivo di realizzare il recupero di aree dismesse con interventi che ne sfruttino appieno le potenzialità e che siano inquadrati in una visione complessiva di citta’ che possa risolvere le problematiche che quell’area dismessa porta con sé. Questi spazi, all’interno della città, devono diventare un valore su cui investire per il nostro domani. È importante, quindi, che si lavori su Saronno in un’ottica d’eccellenza, con una visione di quella che potrà essere la città tra venti, quaranta anni, in termini non solo di spazi residenziali e commerciali ma anche di viabilità, di verde e di spazi comuni. Ricostruire il tessuto di un quartiere, portando avanti anche una nuova idea di mobilità, vuol dire anche ricostruire e rifondare la socialità e il carattere di quel quartiere. Questa è la visione che dobbiamo portare avanti con chi costruirà la Saronno del futuro.

Il terzo attore, infine, sono i cittadini: i nostri elettori così come anche quelli che non ci hanno votato, ma ai quali chiediamo di seguirci e sostenerci nel difficile compito di portare a Saronno un cambiamento non solo urbanistico, ma prima ancora culturale, che poi è l’aspetto più critico e delicato.

C’è una sottile linea verde che ci si para davanti. Una sottile linea verde che siamo ormai obbligati a raggiungere e che rappresenta il confine delle sfide ambientaliste, urbanistiche e di mobilità; sfide tutte che dobbiamo superare per imprimere a Saronno il cambiamento necessario e non più rimandabile che richiede. Un confine che possiamo immaginare come una vera e propria “linea del fronte”, perché lo sappiamo bene che si tratta di una battaglia epocale, mondiale e generazionale, che però si combatte in ogni dove e così anche nella nostra piccola città, e nessuno di noi può esimersi dal partecipare.

Tutti insieme, politica, operatori e cittadini, dobbiamo provare a raggiungere questa linea. 

E vedere cosa c’è dall’altra parte.

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