VIA ROMA: AL TAGLIO 60 ALBERI

E così – come sempre dalla stampa – apprendiamo che in via Roma verranno tagliati 60 (SESSANTA) bagolari, dopo che nelle scorse settimane erano state dette cose differenti. Nessun confronto c’è stato con i cittadini e nemmeno i rappresentanti della politica, eletti dai saronnesi, sono stati coinvolti nella Commissione Opere Pubbliche e informati per tempo. + Per saperne di più

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Inutilmente abbiamo atteso per settimane che l’Amministrazione a trazione leghista facesse chiarezza sul taglio degli alberi in via Roma. Inutilmente abbiamo sperato che venissero ascoltati i cittadini e le associazioni che hanno sollevato dubbi, perplessità e persino proposto progetti alternativi. Inutilmente. + Per saperne di più

Sanità pubblica e Ospedale di Saronno. Problemi e opportunità.

L’Ospedale di Saronno soffre di tutti i problemi di cui soffrono la sanità nazionale e lombarda. Tra questi, in generale, gli scarsi investimenti nella sanità rispetto a quanto fanno altri paesi europei, l’insufficiente offerta in Italia e Lombardia di medici specializzati, la disaffezione verso le specializzazioni di pronto soccorso e anestesia, la fuga di specialisti e loro equipe mediche verso ospedali e cliniche private, e la difficoltà a trovarne di nuovi.

Problemi

  • Per quanto concerne la difficoltà a reclutare nuovi medici specialisti e la problematica dei team medici che lasciano le strutture pubbliche per quelle private, chi si occupa di politica a livello nazionale e regionale deve intervenire con scelte che tutelino l’interesse pubblico. Perché non dotare le Università dei fondi necessari per sostenere la specializzazione ospedaliera dei medici neo-laureati? Analogamente a quanto avviene in determinati settori professionali privati, perché non introdurre politiche che scoraggino gli specialisti a lasciare le strutture pubbliche, nonché vincoli in sede di assunzione dei neo-specialisti? E’ contro l’interesse pubblico che con i soldi di tutti vengano sviluppati sia i percorsi di istruzione scolastica e universitaria, che la specializzazione medica, perché poi gli specialisti formati nella sanità pubblica la lascino per una carriera nel privato, obbligando così gli ospedali pubblici a iniziare un nuovo lungo e costoso processo di ricerca e formazione.
  • La politica nazionale da sempre ritiene evidentemente che la sanità meriti meno attenzione di altri temi che pagano di più dal punto di vista elettorale. Regione Lombardia ha a sua volta deciso da anni di favorire la crescita del privato, a scapito del pubblico.
  • Con riferimento alle problematiche specifiche del nostro Ospedale, una delle prime è il Pronto Soccorso, che inutile dirlo è un presidio costoso ma fondamentale, e che per questo è appannaggio della sola sanità pubblica. Non ci sono medici specializzati in pronto soccorso in misura sufficiente, per cui ai medici di altri reparti è richiesto di partecipare ai turni del pronto soccorso. Questa dipendenza rende poco attrattivi anche tutti gli altri reparti per i nuovi medici che l’Ospedale di Saronno ricerca.
  • Anestesisti: mancano anestesisti. Le sale operatorie devono “condividere” questi specialisti con altri ospedali, per cui vengono ritardate le operazioni, ed in generale, l’organizzazione sanitaria ne risente pesantemente.
  • Immagine. Il caso Cazzaniga ha danneggiato moltissimo l’immagine dell’Ospedale di Saronno. Occorre pertanto che la direzione sanitaria investa in una politica di rebranding e promozione dell’immagine dell’Ospedale in tutto il territorio, anche tramite media ed eventi pubblici.
  • Investimenti: il precedente D.G. Dr. Brazzoli ha affermato in un paio di incontri pubblici che sono stati stanziati da anni circa Eur 6MM da destinare alla ristrutturazione del settimo piano, dotandolo di sale operatorie ben attrezzate e moderne. Nulla di tutto questo è sinora avvenuto; non ci sono stati investimenti e molti macchinari sono invece obsoleti o addirittura non funzionanti.
  • L’attuale accorpamento territoriale provinciale ASST della Valle Olona dei Presidi Ospedalieri di Busto Arsizio, Saronno, Gallarate, Somma Lombardo e altri minori, è illogico. Analogamente a quanto avviene per l’acqua, dove si deve guardare al territorio e non ai confini amministrativi, anziché la logica del territorio della provincia, andrebbe utilizzata quella dell’accorpamento trans provinciale che rappresenta il bacino reale del nostro Ospedale (VA, CO, MB, MI). L’ospedale di Garbagnate è molto più vicino di quelli di Busto o Gallarate, e Saronno potrebbe essere accorpato a questo.

Opportunità

  • Il nostro Ospedale ha delle indubbie eccellenze, tra le quali oncologia per la cura dei cancri al colon e pancreas, urologia, cardiologia, terapia intensiva, ortopedia e riabilitazione. Queste eccellenze vanno sostenute e pubblicizzate con diverse iniziative, tra cui ad esempio una nuova mostra sulla storia del nostro Ospedale per l’organizzazione della quale occorre coinvolgere varie associazioni locali.
  • Occupazione. La ASST della Valle Olona al 31 dicembre 2017 occupava 4084 dipendenti a tempo indeterminato e personale dirigente. Con gli oltre 900 dipendenti Il nostro Ospedale dal punto di vista occupazionale é l’azienda di maggiori dimensioni nella città (segue il Comune).
  • Considerate tutte queste problematiche, è estremamente positiva la nascita del Comitato per la difesa dell’Ospedale di Saronno che, oltre agli altri obiettivi che si prefigge, può collaborare con la Direzione Ospedaliera per accelerare la ricostruzione di un’immagine positiva dell’Ospedale.
  • L’Ospedale di Saronno serve diverse cittadine ubicate in un ampio territorio a cavallo di più provincie. Saronno rappresenta solo 39.000 abitanti; il bacino complessivo di utenza dell’Ospedale conta invece oltre 150.000 persone. Il Comitato a sostegno del nostro Ospedale dovrebbe attivarsi per allargare la partecipazione ai residenti e associazioni di queste città e paesi.
  • E’ auspicabile promuovere un’iniziativa di sostegno da parte di tutte le amministrazioni comunali della zona, indipendentemente dal colore politico della singola amministrazione. Il Comune di Saronno dovrebbe farsi promotore di questa iniziativa presso tutti i Comuni vicini.
  • Un documento di sostegno indirizzato alla Regione Lombardia e firmato da tutti i sindaci darebbe una grande visibilità e supporto alla causa dell’Ospedale di Saronno.

A proposito di via Roma

Chi avesse letto solo i comunicati di amministrazione e maggioranza, e da ultimo la nota di “Saronno per tutti“,  penserebbe che chi si oppone al taglio degli alberi di via Roma sia anche contrario a ogni tipo di intervento di riqualificazione.   Facciamo, allora, almeno per quanto ci riguarda e da quanto abbiamo letto, un po’ di chiarezza.

1 Nessuno si è mai detto contrario alla sistemazione della pavimentazione  dissestata dei marciapiedi che crea ostacoli e problemi di sicurezza a chiunque vi transiti, siano queste persone disabili, anziani, mamme con passeggini o cittadini di ogni età e condizione.

2 Nessuno si è mai detto contrario alla messa a norma e miglioramento della sicurezza della pista ciclabile che non dipende di certo dalle radici delle piante, ma dalle sue attuali caratteristiche tecniche (pista bidirezionale di dimensioni insufficienti, non realizzata in sede protetta), con auto che sfrecciano vicinissime a 50 e più  km/ora, sostano sulla ciclabile, e talora svoltano senza dare la precedenza ai ciclisti.

3 Nessuno si è mai detto contrario al taglio di piante malate o ad interventi su quelle radici che creano problemi di infiltrazione nelle cantine delle case.

Il problema consiste nelle modalità di intervento che sono state scelte dall’amministrazione, in primis dalla decisione di tagliare piante sane, e dalla mancata condivisione delle scelte. Perché ogni cittadino è tenuto giustamente a chiedere preventive autorizzazioni in comune se vuole intervenire sul proprio patrimonio arboreo, e l’amministrazione può invece decidere di abbattere piante sane di questa età e dimensioni? Alberi del centro che sono una parte molto importante del patrimonio verde pubblico della città la cui vivibilità, grazie alla loro presenza, migliora di molto. Con quali criteri sono stati effettuati gli interventi, mai discussi in alcuna commissione pubblica? A oggi nessuno lo sa, perché l’Amministrazione comunica in maniera frammentaria e confusa, anche con un canale social ufficiale che sembra più lanciare slogan rabbiosi contro chi chiede informazioni, piuttosto che spiegare ai cittadini cosa stia succedendo.

Perché parliamo di via Roma, una via storica per i saronnesi, e non si può certo pensare che chi Saronno la vive quotidianamente possa starsene zitto, mentre succedono cose che chi amministra non si è degnato di spiegare.

Una soluzione pratica e condivisibile sarebbe quella di riqualificare i marciapiedi con le stesse modalità adottate qualche anno fa quando fu rifatto il tratto posto tra la rotatoria di via Piave/Miola e l’incrocio con via Guaragna. In quella occasione furono sistemate radici e pavimentazione, allargate le aiole, sostituiti i grandi cordoli in granito con altri di dimensioni minori. Il tutto senza operare tagli di piante sane. Ma prima ancora, l’Amministrazione dovrebbe convocare un’assemblea pubblica in cui spiegare ai residenti come si è arrivati al taglio delle nove piante che sono già cadute. Questa sarebbe un’iniziativa rispettosa dei cittadini di Saronno.

MA LE FORZE POLITICHE DELLA MAGGIORANZA, COSA NE PENSANO?

E’ di questi giorni la vicenda del taglio dei bagolari di Via Roma che ha suscitato  stupore e indignazione tra gli ambientalisti e in tanti altri cittadini di Saronno.

Cari saronnesi,  questa amministrazione motivi di preoccupazione non ce ne ha fatti mai mancare. Basta analizzare tante scelte fatte e dichiarazioni alla stampa, o seguire quanto avviene nei Consigli Comunali, per trovarne tanti. Ecco solo alcuni episodi recenti e meno recenti.

Uno spazio temporaneo (e indecoroso) ai senza tetto “saronnesi”, concesso non per motivi umanitari, ma per rispondere alla richiesta di alcuni commercianti. La vendita di terreni appetibili di proprietà comunale e relativi diritti edificatori in via Miola, in cambio di terreni di scarso valore situati in zone periferiche. La decisione di vendere lo storico complesso dell’ex Asilo d’Infanzia ed ex ASL di via Manzoni risalente al 1870, non condivisa né in commissione OOPP e Bilancio, né tantomeno con la città: se ne è parlato in Consiglio Comunale solo per l’intervento delle opposizioni, altrimenti sarebbe passato tutto sotto silenzio. Stessa cosa per  gli Eur 2.000,00 mensili  che, a diverso titolo, due passati consiglieri di Sessa srl (amministra edilizia popolare comunale di via Volonterio), si erano auto assegnati  o avevano fatto assegnare a un proprio congiunto stretto, per un costo totale di oltre Eur 36.000,00 da settembre 2016 a maggio 2017, che ha spolpato il già esiguo risultato di bilancio della società.

I toni aggressivi e le gratuite aggressioni verbali in Consiglio Comunale di taluni consiglieri di maggioranza a quelli di minoranza, nonostante i maggiori spazi di intervento di cui l’amministrazione dispone (consiglieri, sindaco, assessori, presidente CC). Le polemiche del sindaco a mezzo stampa  prima con il Prefetto e poi con Monsignor Armando Cattaneo per la decisione, del tutto legittima, visto che tra l’altro lo faceva a casa sua, di ospitare dei  richiedenti asilo a  Saronno. La decisione di demolire la storica struttura della ex Saronno-Seregno per farne una ciclopedonale a raso con problematiche di sicurezza dati gli attraversamenti di tre strade, affiancata per di più da una nuova strada e parcheggi. Progetto a più riprese prima dichiarato  a mezzo stampa (senza che ci siano mai state smentite), e poi negato nel  Consiglio Comunale aperto. Confronto pubblico cui furono costretti dalle richieste di tantissimi cittadini. Vale la pena anche ricordare che alcuni dei firmatari della petizione autenticata da Consiglieri di minoranza furono contattati per verifiche dai vigili, e che i cittadini del quartiere non solo non erano stati coinvolti, ma neanche informati di quanto l’amministrazione intendeva fare, per poi essere inaspettatamente divisi in sede di Consiglio Comunale aperto tra residenti e non residenti del quartiere (!).

Che dire infine della risposta in Consiglio Comunale dei consiglieri della Lega e del Sindaco, alla Mozione sulla mancanza di spazi per le forze politiche su Saronno Sette firmata da tutti i nove consiglieri di minoranza: “Non capiamo cosa volete. Nessuno vi impedisce di fare comunicati stampa, banchetti e volantinaggi”. Grazie a Dio siamo ancora in democrazia, questa non é una gentile concessione del sindaco.

Solo per brevità ci fermiamo qui.

Ma le forze politiche che sostengono questa amministrazione (Lega, SAC, Duma Nunch, Fratelli d’Italia, Forza Italia) cosa ne pensano? E’ mai possibile che tutte queste decisioni vi vadano bene? Qualche dubbio forse lo avete o avrete avuto, anche se ovviamente, per decisione del sindaco, non potrete mai esprimerlo su Saronno Sette.

Ex Asl, ex Asilo di Via Manzoni: l’Amministrazione Comunale ha deciso di venderlo. COSA NE PENSANO I CITTADINI?

Il Consiglio Comunale del 20 dicembre ha avallato la decisione dell’amministrazione Fagioli di vendere l’immobile di via Roma, appena liberato dalla ASL, trasferitasi in via Fiume.

Due righe scarne nel bilancio di previsione costituivano la sola “documentazione” a supporto di questa importante decisione per la città: “vendita immobile via Manzoni Eur 1.400.000,00”.

Non ha potuto ovviamente cambiare le cose il voto contrario delle opposizioni, visto il numero di voti di cui dispone la maggioranza. I cittadini di Saronno, che magari ne hanno frequentato l’asilo, il Consultorio, vi sono stati vaccinati, o semplicemente vi hanno rinnovato la patente, cosa ne pensano? Perché non mantenere la bella e storica struttura nel patrimonio del Comune, rinnovarla e destinarla, sentiti i cittadini in un incontro pubblico, a qualche cosa di nuovo con un progetto innovativo per la città?    Questa é Trasparenza e Partecipazione!

La città si governa soprattutto con delle idee e una visione, non cercando di fare cassa.

Note dal Consiglio Comunale del 28 giugno 2018

Ieri sera in Consiglio Comunale, tra le prime cose, esibizione di finanza creativa da parte della maggioranza a guida Lega, che in realtà è rimasta ancora Lega Nord, Lega Lombarda per l’Indipendenza della Padania, nonostante i cambiamenti occorsi a livello nazionale. Variazione di Bilancio di maggiore spesa per Eur 100.000,00 quale “Erogazione contributo per risarcimento danni Mis./Prg. 01/05”, controbilanciata da una cifra equivalente per “Rimborso danni subiti per manifestazioni non autorizzate”. + Per saperne di più

Mozione Sessa: niente lettura completa in CC e bavaglio a Casali.

Ieri sera il presidente del CC non ha dato lettura integrale della mozione Sessa, come di rito, ma ha chiesto ai presentatori di integrare quanto aveva omesso di leggere, ovvero la parte in cui era riportato il contenuto di alcuni verbali del nuovo CdA Sessa relativi alla problematica di cui era oggetto la Mozione. Ho quindi preso la parola per riassumere brevemente quanto non letto dal presidente del CC. Per incomprensione o per un pretesto voluto, tale mia breve integrazione alla mancata lettura integrale del testo della mozione è stata considerata dallo stesso quale mio primo intervento, negandomi così la possibilità, nonostante le mie proteste, di intervento a commento della mozione per i previsti 5 minuti. Riporto pertanto quanto non ho potuto commentare in maniera completa, come era mio diritto di consigliere comunale e relatore della mozione. + Per saperne di più

Le vendite online stanno uccidendo il commercio diffuso?

Non sono mai stato contrario ai supermercati. Hanno aumentato e razionalizzato ormai da oltre mezzo secolo l’offerta dei prodotti alimentari, tanto che in un unico punto vendita si trova di tutto, dalla patata al Brunello di Montalcino. Non vedo invece l’utilità dei centri commerciali: generatori di grande consumo di suolo, di concentrazioni di traffico automobilistico, di anonimato e spersonalizzazione delle vendite. Entrambi tolgono lavoro al commercio diffuso, anche se ne generano di nuovo e diverso, corrispondendo di regola quanto previsto contrattualmente ai dipendenti e pagando le tasse dovute.

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A noi piace la sanità pubblica

La Giunta regionale Maroni ha continuato, e se possibile peggiorato, quanto aveva fatto Formigoni in tema di sanità pubblica. Gli ospedali pubblici si svuotano di competenze, personale e attrezzature. Chi se ne va spesso non è sostituito, dirigenti sanitari inclusi: ci sono a volte, come per l’ospedale di Saronno, reggenti pro-tempore. Le liste di attesa per operazioni, esami e controlli medici si allungano a dismisura. E che dire dei medici di base: ce ne sono sempre meno e con sempre più pazienti da assistere. I medici che vanno in pensione non sono sostituiti. La ASL chiede ai medici di base rimasti di salire dai 1500 mutuati, che sono già tanti, ai 1800 (ovvero 300 in deroga), e magari di arrivare in un prossimo futuro sino a 2500. Non ci sarà così più tempo non solo per le visite, ma neanche per le semplici ricette. + Per saperne di più

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