MOZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA

Ecco la “Mozione di Sfiducia Costruttiva” firmata da otto consiglieri comunali di minoranza a seguito di quanto accaduto nel Consiglio Comunale Aperto di sabato 16 marzo 2019.

La Mozione sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale di giovedì 28 marzo.

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Al Sindaco di Saronno Alessandro Fagioli

Al Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Fagioli

Al Segretario Generale Dott. Vittorio Carrara

Palazzo Municipale Piazza Repubblica 7, 21047 Saronno

Trasmissione a mezzo PEC

Saronno, 19  marzo 2019

 

MOZIONE DI SFIDUCIA COSTRUTTIVA 

Oggetto:  Mozione di sfiducia costruttiva richiedente la revoca del Presidente del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 18, c.2. del Regolamento del Consiglio Comunale.

 PREMESSO  CHE:

 Lo Statuto Comunale disciplina agli artt. 3, 17 e 44  rispettivamente la “Partecipazione popolare”,  i compiti e poteri del Presidente del Consiglio Comunale,  gli Organismi di partecipazione popolare.

  • Gli articoli del Regolamento del Consiglio Comunale che seguono disciplinano aspetti particolarmente rilevanti dell’organizzazione e del funzionamento del Consiglio Comunale: Articoli 7 (Rispetto del Regolamento); 15 (Presidente e Vice Presidente); 16 (Compiti e poteri del Presidente); 18 c.2 (Cessazione dalla carica);  39 (Comportamento del pubblico); 40 (Disciplina delle adunanze); 44 (Sedute Consiliari denominate Consigli Comunali Aperti); 46,  c.1 e c.4 (Organizzazione e modalità di partecipazione dei Consigli Comunali Aperti).

CONSTATATO CHE:

  • In data 16 marzo 2019 si è svolta nell’aula consiliare A. Vanelli, dalle ore 9,30 alle ore 13, una seduta di Consiglio Comunale Aperto avente ad oggetto ‘Interventi per la riqualificazione di Via Roma – Assetti viabilistici, ambientali e paesaggistici’;
  • L’art. 46, c.1 e c.4 del Regolamento del Consiglio Comunale recitano rispettivamente che “Il Consiglio Comunale Aperto è presieduto dal Presidente del Consiglio che coordina la seduta garantendo la più ampia partecipazione dei cittadini presenti.” e “A tutti i cittadini è assicurata la piena libertà d’espressione, d’intervento e di proposta”;
  • Il pubblico presente ha ritenuto opportuno manifestare con brevi applausi il proprio apprezzamento al termine di taluni interventi di cittadini iscritti a parlare;
  • Tali applausi hanno avuto luogo esclusivamente nello spazio di tempo intercorrente tra il completamento di un intervento ed il successivo intervento, ovvero nell’intervallo di tempo occorrente al cittadino chiamato a parlare per recarsi dal proprio posto sino alla postazione dotata di microfono prevista per gli interventi del pubblico;
  • In nessun caso tali applausi possono essere considerati alla stregua di “disordini”, “schiamazzi”, introduzione di “strumenti offensivi” o esposizione di “manifesti, striscioni od altri oggetti consimili” che sono invece possibile causa di richiami o sospensione del Consiglio Comunale da parte del Presidente del Consiglio Comunale;
  • Tali applausi non hanno minimamente recato disturbo allo svolgimento della seduta e agli interventi del pubblico, come fatto constatare anche dal pubblico presente;
  • Il Presidente del Consiglio Comunale Signor Raffaele Fagioli ha disposto invece l’allontanamento di tre cittadini prelevati a caso tra il pubblico, da parte delle forze di polizia locale presenti, in quanto a suo avviso l’esecuzione dei brevi applausi non era rispondente alle previsioni di alcuni degli Articoli del Regolamento del Consiglio Comunale richiamati in premessa;

VALUTATO CHE:

  • Il Presidente del Consiglio Comunale Signor Raffaele Fagioli ha deciso e richiesto in maniera arbitraria l’espulsione di taluni cittadini “scelti a caso” tra il pubblico impedendo con tale scelta arbitraria “la più ampia partecipazione dei cittadini presenti” e negato in tal modo ai cittadini espulsi  la “piena libertà d’espressione, d’intervento e di proposta”;
  • Tale comportamento da parte del Presidente del Consiglio Comunale è lesivo dei diritti dei cittadini, è in palese violazione degli articoli richiamati in premessa e non rispetta quindi quanto previsto  dall’Art. 7, c.1 del Regolamento del Consiglio Comunale (Rispetto del Regolamento);

             I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI           

  • Presentano una mozione di sfiducia costruttiva nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale,  Signor Raffaele Fagioli – ai sensi dell’art. 18), comma 2) del Regolamento del Consiglio Comunale –  reputando, a seguito dei gravi comportamenti a lui attribuiti di NON poter essere più rappresentati, in maniera adeguata ed imparziale, dall’attuale Presidente per lo svolgimento delle funzioni assegnate dal Regolamento medesimo.
  • Propongono, ai sensi dell’art.18) del Regolamento del Consiglio Comunale, il Consigliere Comunale Signor Davide Borghi quale nuovo Presidente del Consiglio Comunale.

 

Consigliere Comunale  TU@SARONNO

Consiglieri Comunale  PARTITO DEMOCRATICO

Consigliere Comunale Movimento  5Stelle

Francesco Banfi  Consigliere Comunale Indipendente

Alfonso Indelicato  Consigliere Comunale Indipendente

PUNIRNE TRE PER EDUCARNE DUECENTO

Comunque la si pensi su via Roma, quello che è successo durante il Consiglio Comunale aperto sul tema è un fatto grave. Mai si era visto un Presidente del Consiglio, nello specifico Raffaele Fagioli, chiedere alla Polizia Locale di allontanare “tre cittadini a caso” colpevoli di aver applaudito tra un intervento e l’altro. Quello che rievoca un provvedimento del genere lo lasciamo volentieri perdere, ma l’inadeguatezza resta.

Il Presidente del Consiglio ha il compito di far rispettare il regolamento, e su questo siamo tutti d’accordo, dopodiché il fatto che un applauso di pochi secondi tra l’intervento di un cittadino e un altro, quando ne intercorrono almeno 30, sia un atto di disturbo dei lavori è una sua opinione personale. Sbagliata. Il regolamento (art. 39, comma 1) dice testualmente: “Il pubblico può assistere alle sedute, che non siano segrete, rimanendo nello spazio ad esso riservato e non ostacolando il regolare svolgimento della seduta”.

Sia chiaro che nessun lavoro è stato ostacolato dagli applausi del pubblico mentre invece molto tempo si è perso dopo che il Presidente Fagioli ha chiesto alla PL di allontanare i cittadini. Un po’ di buonsenso avrebbe aiutato, anziché insistere nell’indispettire il pubblico che, ricordiamolo, è venuto ad assistere a un CC aperto e crediamo che esprimere la propria approvazione con un applauso sia un comportamento ammissibile, di certo non paragonabile all’esposizione di striscioni o contestazioni come se ne sono viste in passato da parte di soggetti che hanno un modo di operare molto lontano rispetto a quello dei tanti saronnesi intervenuti.

Stamattina, comunque, l’aula era piena, e i duecento presenti saranno tornati a casa con un’idea ben chiaro di come la situazione sia stata gestita.

CC APERTO SU VIA ROMA: ECCO L’INTERVENTO CHE NON HO POTUTO FARE

Ecco l’intervento che avrei fatto stamane. Gli interventi dell’amministrazione e dei suoi tecnici protrattisi, come in altre occasioni, oltre misura hanno precluso qualunque intervento da parte dei Consiglieri Comunali, come invece era doveroso fare.

Faccio una premessa. Non avevo ovviamente previsto di doverlo commentare, ma trovo che l’allontanamento da parte dei vigili, su richiesta del Presidente del Consiglio Comunale, di persone scelte a caso tra il pubblico – colpevoli a suo dire di disturbare l’assemblea per avere applaudito taluni interventi – sia una cosa grave e arbitraria. Il Regolamento del C.C. , prevede all’art.39, il richiamo e l’allontanamento di persone che si rendano responsabili di fare “schiamazzi, introdurre in aula strumenti offensivi od esporre manifesti, striscioni od altri oggetti consimili.” o  ancora “Quando da parte di persone che assistono all’adunanza viene arrecato turbamento ai lavori della stessa, od al pubblico presente”.

Nulla di tutto questo è avvenuto, peraltro in una seduta di Consiglio Comunale Aperta in cui il pubblico è ovviamente il protagonista.

Perché siamo qui oggi?  Perché Comunicazione e Partecipazione non interessano a questa amministrazione. Questo Consiglio Comunale Aperto non avrebbe dovuto essere richiesto dai cittadini e dalle opposizioni, ma avrebbe dovuto essere convocato molti mesi fa dall’amministrazione. Il tema avrebbe dovuto essere trattato preventivamente almeno nella Commissione OO.PP., ma cos’ non è stato.

Sarebbe stato allora un utile confronto tra cittadini e amministrazione, un dialogo, non una contrapposizione. Contrapposizione che comunque non c’è stata da parte dei cittadini in tutti i loro interventi di stamane, nonostante le provocatorie e intempestive affermazioni del sindaco che ha bollato i primi tre intervenuti come colpevoli, secondo lui, di essere esponenti di forze politiche cittadine.  Un C.C. Aperto in cui i tempi sono per regolamento contingentati per pubblico e consiglieri, ma liberi per assessori, tecnici e sindaco che possono presentare e dire ciò che vogliono nei tempi e modi che loro più aggradano, senza possibilità di replica per cittadini e Consiglieri. Nonostante tutto quanto è stato detto e documentato dai cittadini, non assisteremo a una conversione sulla via di Damasco da parte dell’amministrazione.

Qui non si sta decidendo un atto di poco conto. Questo di via Roma è un intervento che contribuisce a cambiare il volto di una parte importante della città. Ci sono memorie storiche e affettive, oltre a problematiche ambientali, paesaggistiche e di sicurezza della circolazione.

E invece no. Una grande confusione. Dopo il taglio delle piante di gennaio, molte, troppe dichiarazioni di esponenti della Lega: del capogruppo, del segretario, dell’addetto stampa, della vice-sindaco e questo nel totale silenzio degli Assessori ai LLPP e all’Ambiente, che oggi non è presente, come non lo era in sede di approvazione della Delibera, variante n.1.,  del 19 febbraio per la riqualificazione di via Roma.

Situazione di confusione che ne ricorda altre analoghe:  ex Saronno-Seregno;  SESSA; spostamento del campo Sinti, solo per citarne alcune.

La risposta ai cittadini indignati che un brutto giorno si sono accorti che 9 piante presenti in via Roma da decenni erano state tagliate senza preavviso è  stata:  vi  lamentate che ne abbiamo tagliate 9, e allora ne taglieremo 60!

Dov’é il rispetto per la città e i cittadini, signor sindaco?

Nessuno contesta che i marciapiedi vengano rifatti rispettando le esigenze di pedoni e soprattutto dei disabili. Rispondo al signor De Palo: la rimozione delle barriere architettoniche  non è una gentile concessione di questa amministrazione. Quando si interviene nel rifacimento di una struttura non a norma, i marciapiedi nel nostro caso,  è un obbligo di legge metterla a norma. E’ stato fatto dieci anni fa, nel primo tratto di via Roma in maniera egregia e rispettosa di piante e delle loro radici. Questo progetto si è invece sviluppato in maniera confusa e assai poco trasparente anche dal punto di vista amministrativo, e non solo della comunicazione. Più in dettaglio, e cercherò di stare nei 5 minuti che mi sono concessi:

  1. La relazione di aprile 2018 dell’agronomo indica che 10 piante su 60 potrebbero soffrire di danni non sostenibili a seguito dei lavori di ripristino dei marciapiedi. La relazione non dice che degli alberi devono essere abbattuti in quanto morti, malati o pericolanti, né parla di rete fognaria o di cantine.
  2. La Delibera 137 del 24.07.2018  recita “salvaguardando il patrimonio arboreo ivi presente”.
  3. La Delibera di Luglio non prevede quindi alcun abbattimento. La relazione di Lippi del 6 aprile non è allegata, né citata dalla Delibera.
  4. La relazione prevedeva che si iniziassero i lavori e in caso di evidente incompatibilità delle radici accertata dall’agronomo, si provvedesse selettivamente al taglio delle piante.
  5. Trenta piante tra le vie Guaragna e Visconti sono state potate. Che senso ha questo intervento se poi le si vuole abbattere?
  6. Sottolineo che a tutto gennaio l’unico atto amministrativo prodotto é la Delibera del 24 luglio.
  7. Per questo chiesi chiarimenti il 21 gennaio agli Assessori ai LLPP e all’Ambiente. Nonostante i solleciti, ho ottenuto quanto richiesto solo 40 giorni dopo, quando per l’evolversi della situazione non serviva più. Secondo il regolamento di accesso agli atti, la richiesta di un Consigliere Comunale deve essere evasa anche se fatta solo 24 h. prima di un Consiglio.
  8. Il costo complessivo dell’intervento in variante è di circa Eur 324.000. Non sono riuscito tuttavia ad ottenere un quadro economico preciso di quanto costeranno i singoli interventi per marciapiedi, fogna, strada, ciclabile, taglio delle piante, nuove piante, ecc..
  9. La scelta di piantare dei “carpinus betula” è incomprensibile (eufemismo) in quanto è una pianta allergenica (tra le specie arboree con polline ad elevato contenuto allergenico cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano). Lo dicono ARPAT e ASL di Pistoia ne  “Il verde pubblico e le piante allergeniche” (Marzia Onorari e Franco Vannucci dirigenti).
  10. Per quanto concerne la ciclabile, la delibera NON tiene conto del parere del MIT no. 6234 21.12.2011 “Doppio senso limitato” più recente del D.L.del 1999.  La proposta elaborata da un noto esperto in materia che opera da venti anni in tutta Italia, l’Arch. Matteo Dondé, presentata poco fa da un esponente di F.I.A.B. Saronno, ne tiene invece conto, ma non è stata presa in considerazione.
  11. La ciclabile sarà allargata a 2,50 mt. solo nel tratto tra le vie Guaragna e Roma, mentre nel primo tratto tra via Piave e Guaragna resterà larga 2,35 mt, come é ora. Una scarpa e una ciabatta per una ciclabile che non dovrebbe invece avere soluzione di continuità.
  12. La documentazione inviata in Regione per ottenere il cofinanziamento prevede che il rischio derivante dalle TRE intersezioni a raso sia mitigato con l’“interruzione della pista ciclabile in corrispondenza degli attraversamenti “.  BRILLANTE IDEA, i ciclisti ve ne saranno grati! Le MOTIVAZIONI e la PROPOSTA DI INTERVENTO citano quasi solo la necessità di abbattere le piante per aumentare la sicurezza!
  13. L’amministrazione non ha preso in considerazione neanche la proposta di spostare la ciclabile sul lato opposto della carreggiata, eliminando così il problema delle intersezioni a raso, ora e in futuro presenti.
  14. Per tutti questi motivi – 3 intersezioni a raso, allargamento limitato a un tratto della via, NO ai 30 all’orail programma regionale per la“MESSA IN SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE CICLISTICA CITTADINA”  è disatteso nella sostanza. I 60.000 euro ricevuti sono  SOLO sprecati.

Riassumo e concludo: tagliate 9 piante senza un chiaro atto amministrativo. Tralasciati molti aspetti, se non stravolto il contenuto della relazione dell’Agronomo. Le due delibere di giunta non sono trasparenti perché non contengono tutti gli elementi necessari a renderle comprensibili.  La nuova ciclabile NON MIGLIORA AFFATTO LA SICUREZZA DEI CICLISTI,  NE RIDUCE SOLO L’EFFICIENZA, dando come al solito priorità alla circolazione delle auto.

La città si aspettava ben altro: informazione tempestiva e partecipazione dei cittadini ai progetti importanti. Questo è comunicare e partecipare. Gli oltre 70.000 Eur spesi per addetto stampa e comunicati su giornali e riviste si rivelano ancora una volta inutili: CI VUOLE BEN ALTRO CARO SINDACO, questi sono solo soldi buttati via.

AREA EX-CEMSA. UNA VERA RIQUALIFICAZIONE O UN’AREA GRIGIA?

Ritengo opportuno intervenire sul tema dopo aver letto le dichiarazioni personali offensive e gratuite contro il Consigliere Comunale Nicola Gilardoni responsabile solo di fare il suo dovere con competenza e passione. Evidentemente la totale mancanza di stile, l’arroganza e l’improvvisazione, che sono ormai caratteristiche peculiari della politica a livello nazionale, hanno fatto scuola anche a livello locale.

L’amministrazione informa su Saronno Sette del 2 marzo, pagina 7, che lo scorso Consiglio Comunale ha adottato la variante al Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) per la riqualificazione dell’area Ex-Cemsa, e preannuncia che nel prossimo numero del settimanale  saranno illustrate le caratteristiche salienti del piano di recupero.  Il planimetrico del progetto che accompagna il trafiletto in questione evidenzia con un bel verde un’ampia area a parco.

Riassumo a mezzo stampa i punti per me qualificanti  questo P.I.I. ed i motivi del mio voto di astensione, poiché alle forze politiche non è consentito esporli sul settimanale cittadino per decisione di questa amministrazione, a differenza di quanto fatto da tutte le precedenti.

  • Come cittadino ed esponente di una forza politica apprezzo che ci siano attuatori che investono e contribuiscono ad un nuovo sviluppo della città ristrutturando aree dismesse, senza determinare pertanto nuovo consumo di suolo. Reputo invece che l’amministrazione avrebbe potuto fare di meglio e di più. Non potendo scindere il voto in favorevole sul primo aspetto e contrario sul secondo, mi sono astenuto.
  • Dal punto di vista urbanistico, la delibera di adozione della variante al Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) “Area ex Cemsa” prevede un’edificazione con volumetrie e metrature sostanzialmente analoghe a quelle approvate in passato per un attuatore poi fallito (Immobiliare I.S.I. srl).  Essa  è un atto sostanzialmente dovuto dal punto di vista amministrativo. Chi subentra in un fallimento ne rileva attività e passività, e tra le prime ci sono i diritti edificatori approvati in passato per l’Immobiliare poi fallita, ora acquisiti dal nuovo attuatore.
  • Allo stesso modo, non ha senso opporsi al fatto che un’area dismessa venga bonificata e in parte riqualificata da un nuovo attuatore, sottraendola così al degrado. Ne sono solo contento per la città e per chi vi risiede.
  • Gli aspetti non qualificanti del progetto, o addirittura negativi sono però diversi.
  • Il “Grigio Lega”, quello che contraddistingue questa amministrazione per le scelte urbanistiche – e non solo urbanistiche – operate in questi anni, è quello più appropriato per rappresentare questo progetto di riqualificazione nel suo complesso.
  • La rappresentazione in verde di un parco urbano che copre circa il 50% dell’area come già previsto dal PGT vigente, è fuorviante anche perché il parcheggio a raso che ne occupa buona parte non vi è rappresentato. Il Parco resta per ora solo nel libro dei sogni dei cittadini.
  • Un’amministrazione non può impedire le scelte di un imprenditore a meno che queste contrastino con le norme vigenti nazionali ed urbanistiche locali. Accanto ad aree residenziali e  direzionali, l’attuatore ha deciso di realizzare l’ennesima area commerciale (supermercato alimentare). Ce ne sono già molti in zona e a Saronno (Carrefour, CIVE srl, Esselunga, U2, LIDL, TIGROS, GS, IPERAL, GIMA, ecc.)  e un altro ancora potrebbe essere realizzato in via Varese/ via Fermi.
  • Non risulta che l’amministrazione abbia fatto interventi per orientare l’attuatore verso un diverso tipo di insediamento produttivo. Questo non è emerso neanche Consiglio Comunale.
  • L’analisi di un consulente di parte prevede che l’area commerciale darà lavoro a 23 addetti; i consiglieri della Lega hanno quindi enfatizzato che creerà nuova occupazione a Saronno. In realtà, oltre ad essere numeri irrilevanti rispetto alle esigenze occupazionali del territorio, questa nuova attività provvederà a cannibalizzare quelle esistenti , con un apporto occupazionale nullo per Saronno. Ci sarà un aggravio nella circolazione di via Varese, già parecchio trafficata.
  • Come già segnalato dalla Commissione Paesaggio, la modestissima alberatura (solo 4 piante) prevista lungo le centinaia di metri del parcheggio presso gli edifici non permette di riqualificare via Balaguer, come invece dovrebbe, quale  viale alberato.
  • Vengo all’aspetto forse più importante, ovvero la scelta di  realizzare “temporaneamente” un parcheggio a raso per 300 posti auto, oltre a uno sterrato. Il parco pubblico ci sarà forse nella fase 5° e ultima del crono programma; il parcheggio interrato non è neanche previsto dal P.I.I. . Queste sono scelte miopi, “non scelte” che denotano mancanza di coraggio e di visione del futuro.
  • La realizzazione di un parcheggio interrato e di un parco pubblico attrezzato su tutta l’area di proprietà pubblica comportano costi rilevanti, a fronte però di indubbi benefici per il quartiere e la città dal punto di vista paesaggistico e ambientale (ma anche per l’attuatore dal p. di vista commerciale per l’aumentata attrattività dell’area).
  • Oltre al possibile concorso per edificare questa struttura da parte del Comune, dell’attuatore e di FNM, i cui pendolari saranno i principali fruitori del parcheggio, il ricorso a risorse private per la realizzazione di opere pubbliche, in questo caso di un parcheggio interrato,  mediante lo strumento della concessione (Dlgs.163/2006) costituisce a mio avviso una possibilità alternativa e concreta da prendere in considerazione.
  • Una vera riqualificazione dell’area ex Cemsa, richiede il completamento in tempi certi di un parco urbano e di un parcheggio interrato, non soluzioni “provvisorie” quali un parcheggio di 300 auto “in bella vista”a raso ed uno sterrato che diventeranno permanenti.

La riqualificazione con parco e parcheggio interrato rappresenterebbe una svolta importante nell’urbanistica della città e un segnale forte per altri attuatori potenzialmente interessati ad intervenire nelle tante aree dismesse di Saronno.

Questa visione della città non appartiene evidentemente alla Lega.

QUALCOSA STA CAMBIANDO!

In queste ultime settimane sono accaduti fatti e sono arrivati segnali molto importanti nella Politica del nostro Paese.

Le recentissime manifestazioni di Roma e di Milano, l’una SINDACALE UNITARIA e l’altra PER L’INTEGRAZIONE, hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone ad affermare che moltissimi italiani vogliono idee  e un futuro diversi per il nostro Paese.

Serve attenzione per la grande precarietà dei nuovi lavori, e per chi un lavoro non ce l’ha, o non ce l’ha più. Basta con una politica che non vuole  ridare dignità alle tantissime persone in difficoltà, ma solo assistenzialismo: servono PIU’ LAVORO, E MENO SFRUTTAMENTO.

Basta con una politica fatta di odio e divisioni, con l’ossessiva ricerca di un avversario, ieri i meridionali, oggi gli immigrati. Servono regole, certamente, ma OCCORRE FARE INCLUSIONE, come si stava facendo con gli SPRAR, che Lega Salvini e questo Governo vogliono abolire, mettendo in strada moltissime persone che si stavano integrando e che possono così diventare ora un serbatoio per la criminalità.

Al contrario, un bel segnale è arrivato dalle elezioni del nuovo segretario nazionale del Partito Democratico. Una forte partecipazione a livello nazionale e locale, anche di non iscritti al PD, ha visto a stragrande maggioranza l’elezione di un nuovo segretario che ha lavorato e lavora per l’inclusione e l’aggregazione di un nuovo centro sinistra che vuole il cambiamento, e guarda avanti verso un’Italia solidale e attenta ai problemi reali.

Tu@Saronno saluta con gioia questi molteplici segnali positivi che vanno nella direzione del cambiamento e dell’attenzione ai valori che auspica con convinzione sin dalla sua costituzione.

VIA ROMA: SILENZIO TOTALE DALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Mentre il sindaco sostiene di aver ascoltato tutti, ma di tirare dritto con il taglio dei 60 – SESSANTA – bagolari, anche se di certo non ha ascoltato né i ciclisti di FIAB, né gli ambientalisti di Legambiente, né le centinaia di cittadini che gli chiedono di fermarsi, i saronnesi si sono mobilitati da sé contro questo scempio, nel metodo e nel merito, com’è giusto che sia, quando chi amministra la città NON ascolta. Extrema ratio che la dice lunga sull’isolamento della Giunta.

Nel frattempo, parlando proprio di giunta, nessuna presa di posizione è arrivata dall’Assessore all’Ambiente Gianpietro Guaglianone su un tema che, invece, dovrebbe vederlo in primissima linea. Ricordiamo che Guaglianone è espressione di una lista che si definisce ambientalista e che è nata – pare – proprio a difesa dei boschi del territorio.

Ora, è possibile che l’assessore preposto su un tema del genere non dica NULLA? È possibile che una lista ambientalista e peraltro con una connotazione di ultradestra, e che quindi dovrebbe perlomeno difendere l’orgoglio di essere saronnesi, non dica UNA PAROLA contro la ferita insanabile che la giunta di cui fa parte si prepara a fare nel cuore storico della città?

A posto così? Tutto bene? Davvero Domà Nunch vuole essere ricordata tra coloro che hanno permesso, tacendo, che tutto questo andasse avanti? Rigiriamo la domanda all’assessore Gianpietro Guaglianone e agli altri che questa lista l’hanno creata, candidata alle elezioni e portata al governo della città, e aspettiamo una risposta. Chi tace, ovviamente, è complice.

VIA ROMA: AL TAGLIO 60 ALBERI

E così – come sempre dalla stampa – apprendiamo che in via Roma verranno tagliati 60 (SESSANTA) bagolari, dopo che nelle scorse settimane erano state dette cose differenti. Nessun confronto c’è stato con i cittadini e nemmeno i rappresentanti della politica, eletti dai saronnesi, sono stati coinvolti nella Commissione Opere Pubbliche e informati per tempo. + Per saperne di più

UN INCONTRO PUBBLICO PER GLI ALBERI DI VIA ROMA

Delibera riqualificazione via Roma Clicca qui!

Inutilmente abbiamo atteso per settimane che l’Amministrazione a trazione leghista facesse chiarezza sul taglio degli alberi in via Roma. Inutilmente abbiamo sperato che venissero ascoltati i cittadini e le associazioni che hanno sollevato dubbi, perplessità e persino proposto progetti alternativi. Inutilmente. + Per saperne di più

Sanità pubblica e Ospedale di Saronno. Problemi e opportunità.

L’Ospedale di Saronno soffre di tutti i problemi di cui soffrono la sanità nazionale e lombarda. Tra questi, in generale, gli scarsi investimenti nella sanità rispetto a quanto fanno altri paesi europei, l’insufficiente offerta in Italia e Lombardia di medici specializzati, la disaffezione verso le specializzazioni di pronto soccorso e anestesia, la fuga di specialisti e loro equipe mediche verso ospedali e cliniche private, e la difficoltà a trovarne di nuovi.

Problemi

  • Per quanto concerne la difficoltà a reclutare nuovi medici specialisti e la problematica dei team medici che lasciano le strutture pubbliche per quelle private, chi si occupa di politica a livello nazionale e regionale deve intervenire con scelte che tutelino l’interesse pubblico. Perché non dotare le Università dei fondi necessari per sostenere la specializzazione ospedaliera dei medici neo-laureati? Analogamente a quanto avviene in determinati settori professionali privati, perché non introdurre politiche che scoraggino gli specialisti a lasciare le strutture pubbliche, nonché vincoli in sede di assunzione dei neo-specialisti? E’ contro l’interesse pubblico che con i soldi di tutti vengano sviluppati sia i percorsi di istruzione scolastica e universitaria, che la specializzazione medica, perché poi gli specialisti formati nella sanità pubblica la lascino per una carriera nel privato, obbligando così gli ospedali pubblici a iniziare un nuovo lungo e costoso processo di ricerca e formazione.
  • La politica nazionale da sempre ritiene evidentemente che la sanità meriti meno attenzione di altri temi che pagano di più dal punto di vista elettorale. Regione Lombardia ha a sua volta deciso da anni di favorire la crescita del privato, a scapito del pubblico.
  • Con riferimento alle problematiche specifiche del nostro Ospedale, una delle prime è il Pronto Soccorso, che inutile dirlo è un presidio costoso ma fondamentale, e che per questo è appannaggio della sola sanità pubblica. Non ci sono medici specializzati in pronto soccorso in misura sufficiente, per cui ai medici di altri reparti è richiesto di partecipare ai turni del pronto soccorso. Questa dipendenza rende poco attrattivi anche tutti gli altri reparti per i nuovi medici che l’Ospedale di Saronno ricerca.
  • Anestesisti: mancano anestesisti. Le sale operatorie devono “condividere” questi specialisti con altri ospedali, per cui vengono ritardate le operazioni, ed in generale, l’organizzazione sanitaria ne risente pesantemente.
  • Immagine. Il caso Cazzaniga ha danneggiato moltissimo l’immagine dell’Ospedale di Saronno. Occorre pertanto che la direzione sanitaria investa in una politica di rebranding e promozione dell’immagine dell’Ospedale in tutto il territorio, anche tramite media ed eventi pubblici.
  • Investimenti: il precedente D.G. Dr. Brazzoli ha affermato in un paio di incontri pubblici che sono stati stanziati da anni circa Eur 6MM da destinare alla ristrutturazione del settimo piano, dotandolo di sale operatorie ben attrezzate e moderne. Nulla di tutto questo è sinora avvenuto; non ci sono stati investimenti e molti macchinari sono invece obsoleti o addirittura non funzionanti.
  • L’attuale accorpamento territoriale provinciale ASST della Valle Olona dei Presidi Ospedalieri di Busto Arsizio, Saronno, Gallarate, Somma Lombardo e altri minori, è illogico. Analogamente a quanto avviene per l’acqua, dove si deve guardare al territorio e non ai confini amministrativi, anziché la logica del territorio della provincia, andrebbe utilizzata quella dell’accorpamento trans provinciale che rappresenta il bacino reale del nostro Ospedale (VA, CO, MB, MI). L’ospedale di Garbagnate è molto più vicino di quelli di Busto o Gallarate, e Saronno potrebbe essere accorpato a questo.

Opportunità

  • Il nostro Ospedale ha delle indubbie eccellenze, tra le quali oncologia per la cura dei cancri al colon e pancreas, urologia, cardiologia, terapia intensiva, ortopedia e riabilitazione. Queste eccellenze vanno sostenute e pubblicizzate con diverse iniziative, tra cui ad esempio una nuova mostra sulla storia del nostro Ospedale per l’organizzazione della quale occorre coinvolgere varie associazioni locali.
  • Occupazione. La ASST della Valle Olona al 31 dicembre 2017 occupava 4084 dipendenti a tempo indeterminato e personale dirigente. Con gli oltre 900 dipendenti Il nostro Ospedale dal punto di vista occupazionale é l’azienda di maggiori dimensioni nella città (segue il Comune).
  • Considerate tutte queste problematiche, è estremamente positiva la nascita del Comitato per la difesa dell’Ospedale di Saronno che, oltre agli altri obiettivi che si prefigge, può collaborare con la Direzione Ospedaliera per accelerare la ricostruzione di un’immagine positiva dell’Ospedale.
  • L’Ospedale di Saronno serve diverse cittadine ubicate in un ampio territorio a cavallo di più provincie. Saronno rappresenta solo 39.000 abitanti; il bacino complessivo di utenza dell’Ospedale conta invece oltre 150.000 persone. Il Comitato a sostegno del nostro Ospedale dovrebbe attivarsi per allargare la partecipazione ai residenti e associazioni di queste città e paesi.
  • E’ auspicabile promuovere un’iniziativa di sostegno da parte di tutte le amministrazioni comunali della zona, indipendentemente dal colore politico della singola amministrazione. Il Comune di Saronno dovrebbe farsi promotore di questa iniziativa presso tutti i Comuni vicini.
  • Un documento di sostegno indirizzato alla Regione Lombardia e firmato da tutti i sindaci darebbe una grande visibilità e supporto alla causa dell’Ospedale di Saronno.

A proposito di via Roma

Chi avesse letto solo i comunicati di amministrazione e maggioranza, e da ultimo la nota di “Saronno per tutti“,  penserebbe che chi si oppone al taglio degli alberi di via Roma sia anche contrario a ogni tipo di intervento di riqualificazione.   Facciamo, allora, almeno per quanto ci riguarda e da quanto abbiamo letto, un po’ di chiarezza.

1 Nessuno si è mai detto contrario alla sistemazione della pavimentazione  dissestata dei marciapiedi che crea ostacoli e problemi di sicurezza a chiunque vi transiti, siano queste persone disabili, anziani, mamme con passeggini o cittadini di ogni età e condizione.

2 Nessuno si è mai detto contrario alla messa a norma e miglioramento della sicurezza della pista ciclabile che non dipende di certo dalle radici delle piante, ma dalle sue attuali caratteristiche tecniche (pista bidirezionale di dimensioni insufficienti, non realizzata in sede protetta), con auto che sfrecciano vicinissime a 50 e più  km/ora, sostano sulla ciclabile, e talora svoltano senza dare la precedenza ai ciclisti.

3 Nessuno si è mai detto contrario al taglio di piante malate o ad interventi su quelle radici che creano problemi di infiltrazione nelle cantine delle case.

Il problema consiste nelle modalità di intervento che sono state scelte dall’amministrazione, in primis dalla decisione di tagliare piante sane, e dalla mancata condivisione delle scelte. Perché ogni cittadino è tenuto giustamente a chiedere preventive autorizzazioni in comune se vuole intervenire sul proprio patrimonio arboreo, e l’amministrazione può invece decidere di abbattere piante sane di questa età e dimensioni? Alberi del centro che sono una parte molto importante del patrimonio verde pubblico della città la cui vivibilità, grazie alla loro presenza, migliora di molto. Con quali criteri sono stati effettuati gli interventi, mai discussi in alcuna commissione pubblica? A oggi nessuno lo sa, perché l’Amministrazione comunica in maniera frammentaria e confusa, anche con un canale social ufficiale che sembra più lanciare slogan rabbiosi contro chi chiede informazioni, piuttosto che spiegare ai cittadini cosa stia succedendo.

Perché parliamo di via Roma, una via storica per i saronnesi, e non si può certo pensare che chi Saronno la vive quotidianamente possa starsene zitto, mentre succedono cose che chi amministra non si è degnato di spiegare.

Una soluzione pratica e condivisibile sarebbe quella di riqualificare i marciapiedi con le stesse modalità adottate qualche anno fa quando fu rifatto il tratto posto tra la rotatoria di via Piave/Miola e l’incrocio con via Guaragna. In quella occasione furono sistemate radici e pavimentazione, allargate le aiole, sostituiti i grandi cordoli in granito con altri di dimensioni minori. Il tutto senza operare tagli di piante sane. Ma prima ancora, l’Amministrazione dovrebbe convocare un’assemblea pubblica in cui spiegare ai residenti come si è arrivati al taglio delle nove piante che sono già cadute. Questa sarebbe un’iniziativa rispettosa dei cittadini di Saronno.

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