SENTENZA EX-ISOTTA: LA POLITICA DEVE CONTINUARE A TUTELARE L’INTERESSE COMUNE

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Schermata 2017-07-18 alle 10.26.23Nella scorsa settimana ha brevemente serpeggiato sul web la notizia che il Comune di Saronno avesse perso la causa intentata dalla società Galileo in merito al divieto di costruire un centro commerciale nell’area ex-Isotta Fraschini. La fibrillazione è durata poco, perché a una più attenta lettura della sentenza si è capito che le cose sono andate molto meglio di quanto inizialmente emerso. La buona notizia è che il Comune non dovrà pagare un euro dei 40 milioni di euro chiesti da Galileo a titolo di risarcimento. La cattiva è che, di fatto, la richiesta del tribunale a “motivare meglio” il divieto generalizzato di costruzione di nuovi centri commerciali su tutto il territorio saronnese fa decadere questa norma, per cui a oggi Galileo potrebbe avere diritto a far partire i lavori. E qui entra i gioco la nuova amministrazione leghista: spetta a loro confermare questo divieto oppure dare il via libera alla costruzione del centro commerciale.

Chi come noi ha fatto parte della maggioranza che ha steso il PGT vigente, durante l’Amministrazione Porro, sa molto bene quanto sia stato difficile stabilire le regole per l’area ex-Isotta (sostanzialmente, sono richieste una progettazione comune per i tre lotti di cui è composta e la predisposizione di un Accordo di Programma necessario per coinvolgere Regione Lombardia, a cui spettano le decisioni in merito al rapporto tra città e ferrovia, che il PGT prevede di migliorare), e come sia stato molto importante individuare linee guida tese a valorizzare soprattutto l’interesse pubblico e la sostenibilità ambientale, in particolare prevedendo una grande area verde.

In questo senso, il punto 29 della sentenza emessa dal TAR è un vero manifesto d’intenti:

In questo quadro si deve ritenere che, nell’effettuare le scelte di pianificazione territoriale, l’amministrazione non possa essere vincolata dalla necessità di garantire la redditività dell’attività di trasformazione delle aree che compongono il territorio comunale, dovendo tali scelte essere esclusivamente funzionali al perseguimento dell’interesse generale volto ad assicurare un ordinato sviluppo dello stesso territorio complessivamente inteso”.

È un fatto, quindi, che il PGT vigente abbia saputo difendere il territorio dalla costruzione di un centro commerciale che, ancora oggi, consideriamo un intervento che avrebbe irrimediabilmente compromesso la già ipercritica viabilità di via Varese e della città, con le relative conseguenze a livello di aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico. Inoltre, avrebbe potuto mettere una pietra tombale sul commercio locale saronnese – già così sofferente. Chi vive a Saronno sa bene di cosa parliamo.

Questo va detto e rivendicato con forza, perché stendere il PGT è stato un percorso faticoso e senz’altro migliorabile, ma che ha visto anche infamanti accuse di voler cementificare la città in nome dell’interesse privato. La sentenza dice chiaramente che la verità è esattamente l’opposto, anzi che il PGT è persino troppo restrittivo.

La palla passa ora all’Amministrazione Fagioli, che deve decidere se confermare o meno quanto stabilito nel PGT. L’invito dell’assessore all’Urbanistica della giunta Fagioli, Maria Elena Pellicciotta, a riflettere nuovamente sull’accoglimento di questa possibilità ci vede senz’altro fortemente contrari. Le ragioni le abbiamo già ampiamente espresse durante la stesura del PGT e brevemente motivate in questa nota.

Noi, ovviamente, speriamo che l’amministrazione comunale ribadisca il divieto e che si possa trovare per quest’area cruciale una soluzione migliore e condivisa che metta fortemente al centro dell’azione politica i reali bisogni della città. Un centro commerciale, sicuramente, non lo è.

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