AREA EX-CEMSA. UNA VERA RIQUALIFICAZIONE O UN’AREA GRIGIA?

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Franco Casali

Franco Casali

Consigliere Comunale per Tu@Saronno
Consigliere Comunale per Tu@Saronno - Membro delle commissioni Bilancio e Patrimonio, Affari Generali e Servizi Sociali, Urbanistica, Trasparenza.

Ritengo opportuno intervenire sul tema dopo aver letto le dichiarazioni personali offensive e gratuite contro il Consigliere Comunale Nicola Gilardoni responsabile solo di fare il suo dovere con competenza e passione. Evidentemente la totale mancanza di stile, l’arroganza e l’improvvisazione, che sono ormai caratteristiche peculiari della politica a livello nazionale, hanno fatto scuola anche a livello locale.

L’amministrazione informa su Saronno Sette del 2 marzo, pagina 7, che lo scorso Consiglio Comunale ha adottato la variante al Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) per la riqualificazione dell’area Ex-Cemsa, e preannuncia che nel prossimo numero del settimanale  saranno illustrate le caratteristiche salienti del piano di recupero.  Il planimetrico del progetto che accompagna il trafiletto in questione evidenzia con un bel verde un’ampia area a parco.

Riassumo a mezzo stampa i punti per me qualificanti  questo P.I.I. ed i motivi del mio voto di astensione, poiché alle forze politiche non è consentito esporli sul settimanale cittadino per decisione di questa amministrazione, a differenza di quanto fatto da tutte le precedenti.

  • Come cittadino ed esponente di una forza politica apprezzo che ci siano attuatori che investono e contribuiscono ad un nuovo sviluppo della città ristrutturando aree dismesse, senza determinare pertanto nuovo consumo di suolo. Reputo invece che l’amministrazione avrebbe potuto fare di meglio e di più. Non potendo scindere il voto in favorevole sul primo aspetto e contrario sul secondo, mi sono astenuto.
  • Dal punto di vista urbanistico, la delibera di adozione della variante al Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) “Area ex Cemsa” prevede un’edificazione con volumetrie e metrature sostanzialmente analoghe a quelle approvate in passato per un attuatore poi fallito (Immobiliare I.S.I. srl).  Essa  è un atto sostanzialmente dovuto dal punto di vista amministrativo. Chi subentra in un fallimento ne rileva attività e passività, e tra le prime ci sono i diritti edificatori approvati in passato per l’Immobiliare poi fallita, ora acquisiti dal nuovo attuatore.
  • Allo stesso modo, non ha senso opporsi al fatto che un’area dismessa venga bonificata e in parte riqualificata da un nuovo attuatore, sottraendola così al degrado. Ne sono solo contento per la città e per chi vi risiede.
  • Gli aspetti non qualificanti del progetto, o addirittura negativi sono però diversi.
  • Il “Grigio Lega”, quello che contraddistingue questa amministrazione per le scelte urbanistiche – e non solo urbanistiche – operate in questi anni, è quello più appropriato per rappresentare questo progetto di riqualificazione nel suo complesso.
  • La rappresentazione in verde di un parco urbano che copre circa il 50% dell’area come già previsto dal PGT vigente, è fuorviante anche perché il parcheggio a raso che ne occupa buona parte non vi è rappresentato. Il Parco resta per ora solo nel libro dei sogni dei cittadini.
  • Un’amministrazione non può impedire le scelte di un imprenditore a meno che queste contrastino con le norme vigenti nazionali ed urbanistiche locali. Accanto ad aree residenziali e  direzionali, l’attuatore ha deciso di realizzare l’ennesima area commerciale (supermercato alimentare). Ce ne sono già molti in zona e a Saronno (Carrefour, CIVE srl, Esselunga, U2, LIDL, TIGROS, GS, IPERAL, GIMA, ecc.)  e un altro ancora potrebbe essere realizzato in via Varese/ via Fermi.
  • Non risulta che l’amministrazione abbia fatto interventi per orientare l’attuatore verso un diverso tipo di insediamento produttivo. Questo non è emerso neanche Consiglio Comunale.
  • L’analisi di un consulente di parte prevede che l’area commerciale darà lavoro a 23 addetti; i consiglieri della Lega hanno quindi enfatizzato che creerà nuova occupazione a Saronno. In realtà, oltre ad essere numeri irrilevanti rispetto alle esigenze occupazionali del territorio, questa nuova attività provvederà a cannibalizzare quelle esistenti , con un apporto occupazionale nullo per Saronno. Ci sarà un aggravio nella circolazione di via Varese, già parecchio trafficata.
  • Come già segnalato dalla Commissione Paesaggio, la modestissima alberatura (solo 4 piante) prevista lungo le centinaia di metri del parcheggio presso gli edifici non permette di riqualificare via Balaguer, come invece dovrebbe, quale  viale alberato.
  • Vengo all’aspetto forse più importante, ovvero la scelta di  realizzare “temporaneamente” un parcheggio a raso per 300 posti auto, oltre a uno sterrato. Il parco pubblico ci sarà forse nella fase 5° e ultima del crono programma; il parcheggio interrato non è neanche previsto dal P.I.I. . Queste sono scelte miopi, “non scelte” che denotano mancanza di coraggio e di visione del futuro.
  • La realizzazione di un parcheggio interrato e di un parco pubblico attrezzato su tutta l’area di proprietà pubblica comportano costi rilevanti, a fronte però di indubbi benefici per il quartiere e la città dal punto di vista paesaggistico e ambientale (ma anche per l’attuatore dal p. di vista commerciale per l’aumentata attrattività dell’area).
  • Oltre al possibile concorso per edificare questa struttura da parte del Comune, dell’attuatore e di FNM, i cui pendolari saranno i principali fruitori del parcheggio, il ricorso a risorse private per la realizzazione di opere pubbliche, in questo caso di un parcheggio interrato,  mediante lo strumento della concessione (Dlgs.163/2006) costituisce a mio avviso una possibilità alternativa e concreta da prendere in considerazione.
  • Una vera riqualificazione dell’area ex Cemsa, richiede il completamento in tempi certi di un parco urbano e di un parcheggio interrato, non soluzioni “provvisorie” quali un parcheggio di 300 auto “in bella vista”a raso ed uno sterrato che diventeranno permanenti.

La riqualificazione con parco e parcheggio interrato rappresenterebbe una svolta importante nell’urbanistica della città e un segnale forte per altri attuatori potenzialmente interessati ad intervenire nelle tante aree dismesse di Saronno.

Questa visione della città non appartiene evidentemente alla Lega.

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