CC APERTO SU VIA ROMA: ECCO L’INTERVENTO CHE NON HO POTUTO FARE

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Franco Casali

Franco Casali

Consigliere Comunale per Tu@Saronno
Consigliere Comunale per Tu@Saronno - Membro delle commissioni Bilancio e Patrimonio, Affari Generali e Servizi Sociali, Urbanistica, Trasparenza.

Ecco l’intervento che avrei fatto stamane. Gli interventi dell’amministrazione e dei suoi tecnici protrattisi, come in altre occasioni, oltre misura hanno precluso qualunque intervento da parte dei Consiglieri Comunali, come invece era doveroso fare.

Faccio una premessa. Non avevo ovviamente previsto di doverlo commentare, ma trovo che l’allontanamento da parte dei vigili, su richiesta del Presidente del Consiglio Comunale, di persone scelte a caso tra il pubblico – colpevoli a suo dire di disturbare l’assemblea per avere applaudito taluni interventi – sia una cosa grave e arbitraria. Il Regolamento del C.C. , prevede all’art.39, il richiamo e l’allontanamento di persone che si rendano responsabili di fare “schiamazzi, introdurre in aula strumenti offensivi od esporre manifesti, striscioni od altri oggetti consimili.” o  ancora “Quando da parte di persone che assistono all’adunanza viene arrecato turbamento ai lavori della stessa, od al pubblico presente”.

Nulla di tutto questo è avvenuto, peraltro in una seduta di Consiglio Comunale Aperta in cui il pubblico è ovviamente il protagonista.

Perché siamo qui oggi?  Perché Comunicazione e Partecipazione non interessano a questa amministrazione. Questo Consiglio Comunale Aperto non avrebbe dovuto essere richiesto dai cittadini e dalle opposizioni, ma avrebbe dovuto essere convocato molti mesi fa dall’amministrazione. Il tema avrebbe dovuto essere trattato preventivamente almeno nella Commissione OO.PP., ma cos’ non è stato.

Sarebbe stato allora un utile confronto tra cittadini e amministrazione, un dialogo, non una contrapposizione. Contrapposizione che comunque non c’è stata da parte dei cittadini in tutti i loro interventi di stamane, nonostante le provocatorie e intempestive affermazioni del sindaco che ha bollato i primi tre intervenuti come colpevoli, secondo lui, di essere esponenti di forze politiche cittadine.  Un C.C. Aperto in cui i tempi sono per regolamento contingentati per pubblico e consiglieri, ma liberi per assessori, tecnici e sindaco che possono presentare e dire ciò che vogliono nei tempi e modi che loro più aggradano, senza possibilità di replica per cittadini e Consiglieri. Nonostante tutto quanto è stato detto e documentato dai cittadini, non assisteremo a una conversione sulla via di Damasco da parte dell’amministrazione.

Qui non si sta decidendo un atto di poco conto. Questo di via Roma è un intervento che contribuisce a cambiare il volto di una parte importante della città. Ci sono memorie storiche e affettive, oltre a problematiche ambientali, paesaggistiche e di sicurezza della circolazione.

E invece no. Una grande confusione. Dopo il taglio delle piante di gennaio, molte, troppe dichiarazioni di esponenti della Lega: del capogruppo, del segretario, dell’addetto stampa, della vice-sindaco e questo nel totale silenzio degli Assessori ai LLPP e all’Ambiente, che oggi non è presente, come non lo era in sede di approvazione della Delibera, variante n.1.,  del 19 febbraio per la riqualificazione di via Roma.

Situazione di confusione che ne ricorda altre analoghe:  ex Saronno-Seregno;  SESSA; spostamento del campo Sinti, solo per citarne alcune.

La risposta ai cittadini indignati che un brutto giorno si sono accorti che 9 piante presenti in via Roma da decenni erano state tagliate senza preavviso è  stata:  vi  lamentate che ne abbiamo tagliate 9, e allora ne taglieremo 60!

Dov’é il rispetto per la città e i cittadini, signor sindaco?

Nessuno contesta che i marciapiedi vengano rifatti rispettando le esigenze di pedoni e soprattutto dei disabili. Rispondo al signor De Palo: la rimozione delle barriere architettoniche  non è una gentile concessione di questa amministrazione. Quando si interviene nel rifacimento di una struttura non a norma, i marciapiedi nel nostro caso,  è un obbligo di legge metterla a norma. E’ stato fatto dieci anni fa, nel primo tratto di via Roma in maniera egregia e rispettosa di piante e delle loro radici. Questo progetto si è invece sviluppato in maniera confusa e assai poco trasparente anche dal punto di vista amministrativo, e non solo della comunicazione. Più in dettaglio, e cercherò di stare nei 5 minuti che mi sono concessi:

  1. La relazione di aprile 2018 dell’agronomo indica che 10 piante su 60 potrebbero soffrire di danni non sostenibili a seguito dei lavori di ripristino dei marciapiedi. La relazione non dice che degli alberi devono essere abbattuti in quanto morti, malati o pericolanti, né parla di rete fognaria o di cantine.
  2. La Delibera 137 del 24.07.2018  recita “salvaguardando il patrimonio arboreo ivi presente”.
  3. La Delibera di Luglio non prevede quindi alcun abbattimento. La relazione di Lippi del 6 aprile non è allegata, né citata dalla Delibera.
  4. La relazione prevedeva che si iniziassero i lavori e in caso di evidente incompatibilità delle radici accertata dall’agronomo, si provvedesse selettivamente al taglio delle piante.
  5. Trenta piante tra le vie Guaragna e Visconti sono state potate. Che senso ha questo intervento se poi le si vuole abbattere?
  6. Sottolineo che a tutto gennaio l’unico atto amministrativo prodotto é la Delibera del 24 luglio.
  7. Per questo chiesi chiarimenti il 21 gennaio agli Assessori ai LLPP e all’Ambiente. Nonostante i solleciti, ho ottenuto quanto richiesto solo 40 giorni dopo, quando per l’evolversi della situazione non serviva più. Secondo il regolamento di accesso agli atti, la richiesta di un Consigliere Comunale deve essere evasa anche se fatta solo 24 h. prima di un Consiglio.
  8. Il costo complessivo dell’intervento in variante è di circa Eur 324.000. Non sono riuscito tuttavia ad ottenere un quadro economico preciso di quanto costeranno i singoli interventi per marciapiedi, fogna, strada, ciclabile, taglio delle piante, nuove piante, ecc..
  9. La scelta di piantare dei “carpinus betula” è incomprensibile (eufemismo) in quanto è una pianta allergenica (tra le specie arboree con polline ad elevato contenuto allergenico cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano). Lo dicono ARPAT e ASL di Pistoia ne  “Il verde pubblico e le piante allergeniche” (Marzia Onorari e Franco Vannucci dirigenti).
  10. Per quanto concerne la ciclabile, la delibera NON tiene conto del parere del MIT no. 6234 21.12.2011 “Doppio senso limitato” più recente del D.L.del 1999.  La proposta elaborata da un noto esperto in materia che opera da venti anni in tutta Italia, l’Arch. Matteo Dondé, presentata poco fa da un esponente di F.I.A.B. Saronno, ne tiene invece conto, ma non è stata presa in considerazione.
  11. La ciclabile sarà allargata a 2,50 mt. solo nel tratto tra le vie Guaragna e Roma, mentre nel primo tratto tra via Piave e Guaragna resterà larga 2,35 mt, come é ora. Una scarpa e una ciabatta per una ciclabile che non dovrebbe invece avere soluzione di continuità.
  12. La documentazione inviata in Regione per ottenere il cofinanziamento prevede che il rischio derivante dalle TRE intersezioni a raso sia mitigato con l’“interruzione della pista ciclabile in corrispondenza degli attraversamenti “.  BRILLANTE IDEA, i ciclisti ve ne saranno grati! Le MOTIVAZIONI e la PROPOSTA DI INTERVENTO citano quasi solo la necessità di abbattere le piante per aumentare la sicurezza!
  13. L’amministrazione non ha preso in considerazione neanche la proposta di spostare la ciclabile sul lato opposto della carreggiata, eliminando così il problema delle intersezioni a raso, ora e in futuro presenti.
  14. Per tutti questi motivi – 3 intersezioni a raso, allargamento limitato a un tratto della via, NO ai 30 all’orail programma regionale per la“MESSA IN SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE CICLISTICA CITTADINA”  è disatteso nella sostanza. I 60.000 euro ricevuti sono  SOLO sprecati.

Riassumo e concludo: tagliate 9 piante senza un chiaro atto amministrativo. Tralasciati molti aspetti, se non stravolto il contenuto della relazione dell’Agronomo. Le due delibere di giunta non sono trasparenti perché non contengono tutti gli elementi necessari a renderle comprensibili.  La nuova ciclabile NON MIGLIORA AFFATTO LA SICUREZZA DEI CICLISTI,  NE RIDUCE SOLO L’EFFICIENZA, dando come al solito priorità alla circolazione delle auto.

La città si aspettava ben altro: informazione tempestiva e partecipazione dei cittadini ai progetti importanti. Questo è comunicare e partecipare. Gli oltre 70.000 Eur spesi per addetto stampa e comunicati su giornali e riviste si rivelano ancora una volta inutili: CI VUOLE BEN ALTRO CARO SINDACO, questi sono solo soldi buttati via.

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