Alcune riflessioni su cosa ci ha portato il coronavirus

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Franco Casali

Franco Casali

Consigliere Comunale per Tu@Saronno
Consigliere Comunale per Tu@Saronno - Membro delle commissioni Bilancio e Patrimonio, Affari Generali e Servizi Sociali, Urbanistica, Trasparenza.
Oggi 7 marzo 2020 é una bellissima giornata di sole, che ci rasserena e ci dà voglia di vivere. Significa anche che la primavera é vicina e, più prosaicamente, impianti fotovoltaici che girano al massimo, producono energia senza inquinare e consumare risorse, anche in piena emergenza coronavirus.
 
Ma ecco alcune riflessioni su cosa ci ha portato il coronavirus:
– preoccupazione ovvia per la salute, degli anziani in primis
– preoccupazione per un’emergenza sanitaria che sottrae risorse alla cura delle malattie di tutti i giorni, gravissime, gravi e meno gravi
– preoccupazione per non sentirci più liberi come prima, e di non esserlo soprattutto nelle zone rosse
– preoccupazione per un’Italia che cercava di risollevarsi con fatica dalle difficoltà economiche dell’ultimo decennio, e che ora si ritrova con tanti problemi in più
– preoccupazione per il lavoro delle nostre aziende che cala e un’occupazione molto spesso precaria, che diventa e diventerà ancora più precaria
– preoccupazione per una sanità pubblica spesso bistrattata, e quasi disprezzata, a favore di quella privata che raccoglie i frutti economici positivi, ma in pochissimi casi si impegna sui fronti non redditizi, ma fondamentali per la salute, quali il Pronto Soccorso e tutte le altre terapie che non producono reddito
– preoccupazione per le famiglie che in situazioni già difficili devono gestire da soli i figli, soprattutto piccoli, ora a casa dagli asili e da scuola
– dispiacere di non poter socializzare come vorremmo
– sorpresa di vivere in un modo sì globale, ma più fragile di quanto pensassimo.
Allo stesso tempo é doveroso ringraziare:
– chi nella sanità, soprattutto pubblica, lavora con molto impegno e difficoltà in questa difficile situazione
– gli amministratori e operatori pubblici e privati che fanno in silenzio il loro dovere per tutelare la salute dei cittadini, garantire i servizi, il lavoro, e continuare a operare in ogni ambito in questa difficile situazione
– i politici seri che lavorano per il bene del Paese
– il nostro Presidente della Repubblica, e il Presidente del Consiglio che tutelano l’unità del Paese. Se ho dimenticato qualcuno senza volerlo, me ne scuso.
 
Volendo cogliere gli aspetti positivi, la bottiglia mezza piena, ci siamo forse accorti che:
– vivere in una democrazia ci ha lasciato da sempre ampi spazi di libertà e convivenza civile
– esiste ancora una diffusa solidarietà sociale, pur in presenza di una società molto egoista, superficiale e che ha spesso perso l’attenzione ai valori della cultura e del vivere civile
– moltissimi italiani si comportano in questi frangenti in maniera molto responsabile
– molti italiani si sono accorti che il sovranismo significa solo gridare più forte, sparare sugli altri soprattutto quando sono in difficoltà, senza mai fare proposte costruttive e utili per il Paese
– il telelavoro non esiste solo sulla carta, ma può essere una modalità di lavoro efficace in molti casi. Meno tempo sprecato per il viaggio, più tempo libero, maggiore efficienza
– non usare l’auto riduce lo stress, l’inquinamento, i rischi di incidenti, fa bene al portafoglio
– le città ora meno trafficate, meno inquinate e meno rumorose sono più vivibili, anche se non per una nostra scelta consapevole.
 
Mi auguro che possiamo tutti riflettere su questi aspetti, e che quando saremo usciti da questa difficile situazione, possiamo farne tesoro.
Mi auguro soprattutto che l’Italia possa ripartire in pieno e con la voglia di fare e fare bene che hanno avuto i nostri genitori e nonni nel dopoguerra.

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