EX-SARONNO SEREGNO: SI PASSI IN COMMISSIONE E PER UN INCONTRO PUBBLICO

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Franco Casali

Franco Casali

Consigliere Comunale per Tu@Saronno
Consigliere Comunale per Tu@Saronno - Membro delle commissioni Bilancio e Patrimonio, Affari Generali e Servizi Sociali, Urbanistica, Trasparenza.

saronno-seregnoCon la delibera 172 del 25 ottobre 2016, “Approvazione dell’indirizzo della progressiva realizzazione di una green way per la mobilità sostenibile, recuperando il tratto dismesso della ferrovia Saronno-Seregno” (*), sembra che la Giunta Fagioli intenda proseguire nei termini del progetto di riuso della tratta ferroviaria dismessa Saronno-Seregno promosso alcuni anni fa da diversi stakeholder (Associazione degli Architetti della Provincia di Varese e dalle associazioni ambientaliste FIAB e Ambiente Saronno) e con il supporto convinto di molti cittadini saronnesi. I dubbi, però, restano molti, considerato l’annuncio fatto in piena estate di voler trasformare il percorso in una strada per le auto con tanto di parcheggi.

Questo progetto fu recepito con la firma del Protocollo di Intesa dell’8 marzo 2015 da parte dell’amministrazione Porro e dei Comuni di Solaro, Ceriano Laghetto ed i Parchi del Lura e delle Groane. Tuttavia, la delibera fa sorgere molte perplessità sulle modalità di realizzazione dell’opera per via degli indirizzi in essa contenuti: “… il sedime ferroviario dismesso si alza in quota, in direzione est-ovest, a partire dalla via Piave, fino a sormontare le vie Filippo Reina e Don Monza con due piccoli ponti, e ciò rende di fatto interdetto l’accesso da tali strade, al percorso protetto della green way.” “Ritenuto dunque più idoneo mantenere a raso tutta la green way fino alla via Filippo Reina per alzarsi in quota successivamente fino all’esistente ponte sul Lura, al fine di eliminare per quanto possibile la cesura urbana e migliorare la viabilità e la comunicazione ciclopedonale anche trasversale”. La delibera conclude dicendo che si ritiene “… di approvare l’indirizzo della progressiva realizzazione e la risoluzione delle criticità evidenziate”.

Anche se non si parla in maniera esplicita della demolizione dei due storici ponti ferroviari e della costruzione di strade, ciò è implicitamente previsto dalla frase “Ritenuto dunque più idoneo mantenere a raso tutta la green way fino alla via Filippo Reina per alzarsi in quota successivamente fino all’esistente ponte sul Lura” e “… al fine di eliminare per quanto possibile la cesura urbana e migliorare la viabilità …”

Fatte queste premesse necessarie per inquadrare il problema, rileviamo le seguenti criticità:

  • Riteniamo assurdo, nonché capzioso indicare che occorre “migliorare la comunicazione ciclopedonale anche trasversale da via Reina e don Monza”, considerato che l’accesso di Saronno alla green way si troverà solo a un centinaio di metri da queste vie.
  • Saronno non ha purtroppo memorie storiche di opere civili di rilievo. I due piccoli ponti in mattoni e granito, costruiti nel lontano 1887 per consentire, attraversando per Saronno, il collegamento ferroviario Novara-Seregno, costituiscono la testimonianza del passaggio nella nostra città di una delle prime strade ferrate realizzate in Lombardia dopo l’unità d’Italia.
  • Numerosi progetti di ferrovie dismesse realizzati in Italia contemplano il riuso e la valorizzazione delle strutture esistenti (ponti, viadotti, gallerie, ecc.). Le associazione confederate di Co.Mo.Do. (Confederazione per la Mobilità Dolce) promuovono da anni il riuso rispettoso dei vecchi tracciati ferroviari nel proprio sito anche tramite la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate.
  • La tratta dismessa ha attualmente due attraversamenti stradali in via Piave e via Emanuella. La demolizione dei ponticelli posti nelle vie Reina e Don Monza con il passaggio a raso della greenway creerebbe due attraversamenti automobilistici aggiuntivi, portando ad una significativa diminuzione della sicurezza degli utenti: quattro attraversamenti automobilistici in meno di 2 Km sono decisamente tanti per una greenway degna di questo nome.
  • Il dislivello per arrivare al ponte in ferro sulla Saronno-Milano viene superato attualmente in maniera molto dolce, con una pendenza inferiore all’1%, tipica delle strade ferrate. La costruzione della nuova rampa di accesso alla massicciata, a seguito della demolizione dei ponti e di parte della massicciata stessa, comporterà invece una pendenza stimata ben oltre il 5%, rendendo così disagevole per tutti, se non impraticabile l’uso della green way per disabili, bambini, anziani. Perché mai creare una barriera architettonica quando ora non esiste?
  • Vanno infine considerati i notevoli costi per la demolizione dei ponti, della massicciata e della successiva ricostruzione della rampa e della strada. Anche se fossero finanziati da enti terzi rispetto al Comune di Saronno (Comunità Europea, Regione, ecc.) essi costituirebbero comunque un assurdo spreco di denaro pubblico.
  • Nella progettazione avremmo voluto una vera salvaguardia del corridoio verde come richiama il termine green way, e non anche una mobilità più attenta alle auto che alla sostenibilità ambientale e alle sue esigenze.

In conclusione, riteniamo positivo che possa proseguire il percorso per la creazione di una greenway di collegamento tra la stazione FNM (centro di Saronno) e i parchi del Lura e della Groane, attraverso Ceriano Laghetto e Solaro. Chiediamo invece che modalità di realizzazione alternative, e relativi pro e contro, siano adeguatamente discussi nella Commissione OOPP, come già richiesto da chi scrive nell’ultima riunione di tale Commissione, quando i Commissari erano stati informati che si trattava solo di un’idea e non di un progetto. Sarebbe auspicabile anche un incontro pubblico con i saronnesi, in modo da sapere cosa ne pensi la cittadinanza attiva.

Un’opera quale la realizzazione di una greenway che attraversa la città da est a ovest è decisamente importante per la mobilità sostenibile (percorso casa-scuola, casa-lavoro, trasporto intermodale, turismo, sport) ed è quindi di grande rilievo per Saronno e il saronnese, nonché per il nord di Milano. Essa richiede a nostro avviso una più attenta valutazione con lo sviluppo di progetti alternativi a quanto previsto dalla delibera, tenendo in conto anche quello presentato in villa Gianetti dagli allievi del Politecnico di Milano nella primavera 2013. La nostra ferrovia dismessa è lì da quasi 130 anni a caratterizzare l’asse est-ovest di Saronno. Non c’è dunque fretta: ragioniamoci bene perché è facile distruggere, molto meno conservare e valorizzare l’esistente.

(*) che richiama leggi regionali intese a favorire la mobilità sostenibile, lo sviluppo dell’intermodalità con le stazioni ferroviarie, nonché il Protocollo di Intesa firmato l’8 marzo 2015 tra i Comuni di Saronno, Solaro, Ceriano Laghetto e i Parchi del Lura e delle Groane.

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