C’é una correlazione diretta tra inquinamento dell’aria e diffusione del Coronavirus?
Franco Casali
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Sulla presunta correlazione fra PM10 e diffusione del Coronavirus
Ai link sopra due documenti prodotti da istituti competenti che sostanzialmente negano un collegamento diretto tra inquinamento da PM10 (polveri sottili) e la diffusione del Coronavirus, e confermano che sono necessarie ulteriori ricerche e verifiche per poter dimostrare appunto l’esistenza di una correlazione diretta tra livelli di inquinamento atmosferico e la diffusione di questo virus.
Non ho motivi, né alcuna competenza, per confutare queste affermazioni e affermare che esista una correlazione diretta tra l’uno e l’altro. Non vorrei però che queste autorevoli note possano contribuire a sottostimare il contributo negativo del PM10 e in generale dell’inquinamento dell’aria sulla salute di tutti noi, e in particolare delle persone più deboli. Per quale motivo altrimenti ARPA (Azienda Regionale per la Protezione Ambientale) ed altri istituti che effettuano il monitoraggio dell’aria svolgerebbero questi controlli, provvedendo a lanciare allarmi ogni volta che sono superate determinate soglie di inquinamento? Al link sotto ecco quanto successe a Londra nel 1952 a causa del forte inquinamento atmosferico.
Coronavirus a parte, é indubbio che siano da anni necessari interventi per ridurre l’inquinamento atmosferico, derivante dalla combustione di idrocarburi e altri combustibili, che é generato dalle attività industriali, riscaldamento e dalla circolazione di autoveicoli, tra gli altri dai numerosissimi camion che circolano quotidianamente nel nostro Paese per distribuire capillarmente merci e prodotti di tutti i tipi. Occorrono interventi per potenziare i trasporti pubblici e ridurre quelli privati, privilegiando quelli elettrici (treno, tram, metro, filobus, autobus elettrici, ecc.), nonché cambiare le tipologie di riscaldamento degli edifici, favorendo la diffusione di pompe di calore e in generale di sistemi di riscaldamento non inquinanti o a bassissimo impatto ambientale.
E’ indubbio che nel trasporto locale ed a breve raggio un ruolo importantissimo può essere svolto dall’utilizzo delle biciclette tradizionali ed a pedalata assistita che non inquinano l’aria, occupano pochissimo spazio quando “parcheggiate”, non fanno rumore, riducono ai minimi termini i rischi di incidenti stradali ed eliminano le problematiche (code, ecc.) derivanti dalla circolazione stradale di autoveicoli, anche elettrici o ibridi. L’uso regolare della bicicletta, cosa non secondaria, migliora la salute e riduce le problematiche derivanti dal condurre una vita sedentaria.
Anche se queste cose sono state confermate da numerose ricerche scientifiche e dalla pratica quotidiana e ultradecennale di numerosi paesi, soprattutto del Nord Europa, nel nostro Paese siamo ancora molto indietro per sviluppare e promuovere attivamente la mobilità sostenibile, ed in generale stili di vita più rispettosi dell’ambiente. Mi auguro che nei prossimi anni questa tendenza possa affermarsi in maniera convinta e decisa, e che la sventurata diffusione del Coronavirus possa almeno contribuire a qualche seria riflessione in proposito.
Da Wikipedia:
PM10 (Particulate Matter o Materia Particolata, cioè in piccolissime particelle). Circa il 60% dei PM10 è composto da particelle più piccole, dette PM2,5, le quali sono capaci di raggiungere in 30 giorni le porzioni alveolari dei polmoni. Il PM10 é costituito da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide denominato in gergo tecnico aerosol: esso, infatti, è un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole. Queste particelle presenti nell’atmosfera sono indicate con molti nomi comuni: polvere, fuliggine e caligine per quelle solide e nebbia per quelle liquide.
Un episodio famoso: nebbia assassina a Londra negli anni 50, solo ora si svela il mistero
https://www.supereva.it/nebbia-assassina-a-londra-negli-anni-50-solo-ora-si-svela-il-mistero-24553











![CIAO PIERO, INSTANCABILE "DOCUMENTARISTA" SARONNESE
Anche noi ci uniamo al resto della città che sta ricordando, in queste ore, Piero da Saronno, al secolo Piergiuseppe Vellini, instancabile “documentarista” di storie saronnesi.
La sua, di storia, parte nell’ormai lontano 2003 e si sovrappone poco dopo alla nostra, che comincia a fine 2008. In questi 17 anni Piero ha accompagnato il nostro cammino in tutte le campagne elettorali, sollecitando ogni volta i video dei candidati, e ci ha chiesto dei contribuiti in un’infinità di occasioni pubbliche. Lo ha chiesto a noi come a tutti gli altri attori della politica saronnese, portando al massimo livello il concetto di “par condicio”, perché davvero ci teneva moltissimo che tutti fossero rappresentati.
Ma Piero è stato accanto a chiunque si dedicasse alla vita pubblica. Anzi di fronte, dall’altra parte della macchina da presa, con tecnologie via via sempre più avanzate come telecamere in 4K e microfoni senza filo. Il suo archivio da 14.000 video di storie saronnesi, che difficilmente qualcuno riuscirà a guardarsi tutto, resterà a perenne memoria di oltre due decenni di vicende saronnesi.
Difficile anzi impossibile raccogliere la sua eredità. Doveroso pensare a dove collocare, come comunità e non solo come Amministrazione, tutto quello che la sua voglia di documentare senza posa ci ha lasciato.
Come tanti, come tutti non possiamo che ringraziarlo per essere stato un compagno di viaggio attento e presente. Ciao Piero, stavolta da Saronno è tutto.
[foto da ilsaronno.it]](https://www.tuasaronno.it/wp-content/uploads/2026/07/586076533_1176753491222203_9011022454437168271_n-640x360.jpg)









![CIAO PIERO, INSTANCABILE "DOCUMENTARISTA" SARONNESE
Anche noi ci uniamo al resto della città che sta ricordando, in queste ore, Piero da Saronno, al secolo Piergiuseppe Vellini, instancabile “documentarista” di storie saronnesi.
La sua, di storia, parte nell’ormai lontano 2003 e si sovrappone poco dopo alla nostra, che comincia a fine 2008. In questi 17 anni Piero ha accompagnato il nostro cammino in tutte le campagne elettorali, sollecitando ogni volta i video dei candidati, e ci ha chiesto dei contribuiti in un’infinità di occasioni pubbliche. Lo ha chiesto a noi come a tutti gli altri attori della politica saronnese, portando al massimo livello il concetto di “par condicio”, perché davvero ci teneva moltissimo che tutti fossero rappresentati.
Ma Piero è stato accanto a chiunque si dedicasse alla vita pubblica. Anzi di fronte, dall’altra parte della macchina da presa, con tecnologie via via sempre più avanzate come telecamere in 4K e microfoni senza filo. Il suo archivio da 14.000 video di storie saronnesi, che difficilmente qualcuno riuscirà a guardarsi tutto, resterà a perenne memoria di oltre due decenni di vicende saronnesi.
Difficile anzi impossibile raccogliere la sua eredità. Doveroso pensare a dove collocare, come comunità e non solo come Amministrazione, tutto quello che la sua voglia di documentare senza posa ci ha lasciato.
Come tanti, come tutti non possiamo che ringraziarlo per essere stato un compagno di viaggio attento e presente. Ciao Piero, stavolta da Saronno è tutto.
[foto da ilsaronno.it]](https://www.tuasaronno.it/wp-content/uploads/2026/07/586076533_1176753491222203_9011022454437168271_n.jpg)